Il Festival di Cannes 2026 mostra per l’ennesima volta il suo sfarzo e la sua potenza mediatica nel collocarsi al centro della scena mondiale, per le proposte del cartellone, per l’evento culturale in se e per il tappetto rosso a star, registi e fauna di ogni genere, per dimostrare come la settima arte sul lido francese ha la sua cassa di risonanza per eccellenza.
Park Chan-wook presidente di giuria; Peter Jackson e Barbra Streisand premiati con la Palme d’honneur; Il labirinto del fauno ad aprire le danze come classico per la pre-apertura; Fast and Furious come grande evento mondiale per il suo XXV anniversario dall'uscita in sala. Il Il Festival di Cannes 2026 si muove in tutte le direzioni, confermando una vocazione espansionistica che č al contempo una sorta di livrea da sfoggiare e consolidare, con un programma internazionale davvero ghiotto di sorprese.
Anche se l’assenza del cinema italiano oramai č un dettaglio trascurabile, quello che si nota e il ventaglio della ricerca in diverse zone del pianeta, proponendo pellicole che difficilmente trovano collocazione alla Mostra del cinema di Venezia.
Asghar Farhadi, Ryūsuke Hamaguchi, Pedro Almodóvar, Hirokazu Kore-eda, Cristian Mungiu, Na Hong-jin, László Nemes, Rodrigo Sorogoyen, Andrej Petrovič Zvjagincev, James Gray, sono solo alcuni nomi dei registi in concorso, dimostrando come Cannes ci tiene a modulare un cartellone che si di richiamo anche senza la presenza massiccia del cinema a stelle e strisce.
Poi la kermesse francese, puň vantare diverse sezioni davvero imperdibili, come: Un certain regard, Fuori concorso, Séances de minuit, Cannes premičre, Cannes classics ( con gradite riscoperte ) e Cinéma de la plage ( proiezioni gratuite per tutti ), e poi Quinzaine des cinéastes, Semaine de la critique e ACID, sezioni parallele contenenti diverse sorprese promettenti.
L’animazione da tre edizioni occupa porzioni rilevanti del programma: a questo giro, tra le varie sezioni, ben dieci titoli, da In waves a Jim Queen ŕ La recherche de la chloroqueer, passando per Tangles e Lucy lost. A dimostrazione che quando un genere prende forza nell’industria cinematografica, Cannes ne comprende la spinta commerciale e se ne fa suo per una proposta di cartellone unica.
Come sempre un festival abnorme, debordante, dove ci si puň perdere nei suoi mille richiami, tra film, registi e star.
Voto
9
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