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  18/12/2017 - 17:40

 

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L'onda
Regia di Dennis Gansel
Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul; drammatico; Germania; 2008; C.

 




                     di Paolo Boschi


Potremmo definire L’onda un esperimento sul tema sull’autocrazia uscito fuori dai binari didattici. L’idea non è nuova, dato che fu applicata in una scuola americana di Palo Alto, California, nel lontano 1967: nel film di Dennis Gansel però viene portata alle estreme conseguenze, con tanto di shock finale per radicare nel gentil pubblico la certezza che dietro una cattedra non si possa osare fino a tanto. Siamo in una qualunque scuola superiore di una qualunque città della Germania contemporanea e tutto prende avvio in una settimana a tema in cui il professor Reiner Wenger, ex rockettaro, si vede soffiare l’ambito corso sull’anarchia che tanto desiderava tenere da un imbalsamato collega: a Wenger invece toccherà svolgere un seminario sull’autocrazia. Quando entra in aula il protagonista comincia la lezione a marce basse, servendosi del metodo induttivo per portare i ragazzi a circoscrivere il tema del corso, ovvero l’autocrazia, il regime di un gruppo ristretto che detiene il potere assoluto in un paese. Quando il docente chiede ai ragazzi se sia possibile instaurare una dittatura in Germania al giorno d’oggi, i ragazzi quasi annoiati dichiarano che gli errori del Nazismo impedirebbero la nascita di qualsivoglia regime. È allora che Wenger lancia l’idea di una sorta di gioco di ruolo sfidando i ragazzi, per la settimana del seminario, a cambiare le proprie abitudini: si siederanno in posti assegnati, chiederanno la parola prima di parlare e parleranno esclusivamente in piedi ed a voce alta, vestiranno tutti allo stesso modo (camicia bianca e jeans), cambieranno i consueti vicini di banco con altri compagni con cui cercheranno di collaborare per migliorare le proprie lacune. Da qui alla degenerazione il passo è breve: un nome evocativo (“L’onda”), un sito web, un’ideologia semplice e spicciola, un saluto ufficiale, le prime aggressioni a chi non si riconosce nel neonato movimento. Ma di fatto l’esperimento pare funzionare: gli studenti sembrano motivati, fanno gruppo, appaiono più ordinati, collaborano intorno ad una causa comune, isolano i dissidenti. L’onda intende dimostrare l’assunto che qualunque significato può essere condiviso e diffuso in una generazione cresciuta in un generalizzato vuoto di senso: le menti più deboli, si sa, sono le prime a lasciarsi trasportare e ad andare oltre quasi nella normalità, come succederà anche nel melodrammatico finale in cui non tutti sapranno fermarsi alla conclusione del singolare esperimento didattico. L’audace docente in parte infatti si lascia sedurre dal lato oscuro del gradimento studentesco, incapace di accorgersi dell’evoluzione dei suoi insegnamenti fuori dall’edificio scolastico: avversato dalla moglie-collega (ma sostenuto in via ufficiosa addirittura dalla preside) e rinsavito giusto in tempo, Wenger cercherà di sorprendere i suoi studenti dimostrando loro che ormai sono avviati sul sentiero di un regime totalitario che soltanto pochi giorni prima pareva loro impossibile da attuare nella Germania contemporanea. Il finale poi arriva con la forza di un diretto alla bocca dello stomaco a ricordarci quanto è delicata la posizione di qualunque insegnante, anche se spinto da lodevoli obiettivi che talvolta possono anche bruciare sull’altare delle buone intenzioni, come appunto in questo caso. Formare animi, idee e comportamenti è una pesante responsabilità che richiede capacità di riflessione, sensibilità ed empatia verso i propri studenti: L’onda ci insegna soprattutto questo. Dopo un film di taglio sociologico come La classe questa stagione cinematografica ci offre un altro affresco, ben più inquietante della scuola di oggi, efficace nel rielaborare una storia vera e spingerla con rigore sul sottile confine che separa uno studente motivato da un estremista. Da vedere.

L'onda - Die Welle, regia di Dennis Gansel, con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Elyas M'Barek, Cristina do Rego, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Max Mauff; drammatico; Germania; 2008; C.; dur. 1h e 41’

Voto 7½ 

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