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  18/12/2017 - 17:40

 

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Fascisti su Marte
Regia: Corrado Guzzanti , Igor Skofic
Protagonisti: il Gerarca Barbagli (Corrado Guzzanti), Santodio (Andrea Blarzino), Freghieri (Marco Marzocca), Pini (Lillo Petrolo), Fecchia (Andrea Purgatori) e il Balilla Caorso (Andrea Salerno), il bolscevico pianeta è conquistato!
Sceneggiatura Corrado Guzzanti, Italia 2006, produzione Fandango, Kipli Entertainment, durata 100’, data uscita in Italia: 27 ottobre 2006, genere: grottesco

 




                     di Tommaso Chimenti


Ho scritto Duce sulla sabbia. “O Marte o morte!” Grida il manipolo di valorosi uomini comandati da un Corrado Guzzanti che un po’ fa il verso al Dux, un po’ al padre destrorso, un po’ a Rutelli. Retorica all’ennesima potenza. Questa è satira politica, a volte, purtroppo, ancora attuale. Se Sabina è tagliente e corrosiva, Corrado è intelligente e ammiccante, fine e astuto. Barbagli, Fecchia, Santodio, Caorso. La conquista del Pianeta rosso comunista è un grottesco assalto al nulla, una straziante assurda lotta contro i sassi. La musica del Fascio passa in audio, “Allarme siam fascisti”, la voce narrante fuori campo e gli attori, come nel cinema muto, muovono le labbra e meccanicamente avanzano tra le sabbie e le polveri del mondo nuovo infido e ostile. I nemici, i massi o “mimimmi” o ancora “anglosassi” e “omosassuali”, sono la popolazione locale da soggiogare al busto-feticcio-totem del Duce in bronzo portato in vacanza-trasferta. La pellicola granulosa e grigia opaca rende omaggio all’Istituto Luce. Il pianeta è conquistato e rivoltato come un calzino: appaiono adesso le “Valli Alida” ed il “Crepaccio ma non mollo”, mentre l’auto di servizio prende il nome di Donna Rachele. Il razzo che li ha portati nello spazio invece è il “Rappresaglia IV”: “Quattro perché gli altri tre sono caduti sulla Libia e prima o poi ce la faranno pagare”. Carosello e cartoni animati. “Vincere e vinceremo” urlano al vento sventolando i manganelli, “Credere, obbedire, combattere” scrivono sulla sabbia che il vento cancella nella notte. Seguono le parodie delle torture di Abu Ghraib sui poveri sassi ignari, i campi di concentramento, citando “Schindler’s List” con il piccolo masso rosso dietro il filo spinato, le carte da gioco (Bin Laden e il mullah Omar) con le pericolose pietre impresse.

La Madonna del Manganello, Santa Cattocomunista, indica la via. A volte pesante, altre illuminante. Voto positivo. Siamo curiosi di conoscere il parere di Alessandra Mussolini e forse Fini, dopo che ha stroncato “Il mercante di pietre” di Martinelli, seguirà con interesse le vicende di Barbagli e dei suoi uomini su Marte.

Voto 7 + 

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