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  20/10/2017 - 21:51

 

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40 anni con Mafalda
La bimba protestataria festeggia 4 decadi
L'Italia celebra Quino con

 




                     di Paolo Boschi


Correva l’anno 1964 e la Beatlesmania si diffondeva ai quattro angoli del pianeta quando uno sconosciuto disegnatore argentino Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, azzeccò un po’ per caso, un po’ per talento, il personaggio destinato a renderlo celebre, la terribile Mafalda, bimba protestataria ante litteram, che in Italia sarebbe arrivata solo nel 1969 grazie alla casa editrice Bompiani, che pubblicò il libro Mafalda la contestataria con tanto di introduzione di Umberto Eco. Quino, nato il 17 luglio 1932 nella regione di Mendoza, cominciò a disegnare giovanissimo sulle orme dello zio Joaquín Tejón, noto pittore e grafico pubblicitario: abbandonata la scuola di Belle Arti prima del diploma, con l’entusiasmo dei diciotto anni Quino si trasferisce a Buenos Aires per sfondare come cartoonist ed umorista. Dopo cinque anni di anonimato Quino esordisce nel 1954 sulle colonne del settimanale di Buenos Aires “Esto es”: non è che l’inizio di un duraturo successo che premierà i suoi disegni satirici tra Sudamerica ed Europa, ma l’occasione della vita si concretizza proprio grazie a Mafalda, un personaggio nato su commissione per una campagna pubblicitaria poi abortita. Quino entrò infatti in contatto con Agens Publicidad, in cerca di un disegnatore capace di creare un fumetto che fosse una “via di mezzo tra Blondie e Peanuts” per il lancio pubblicitario della linea di elettrodomestici chiamati Mansfield – e per questo il nome dei personaggi doveva cominciare con la M, come Mafalda, appunto –. La Agens Publicidad non realizzò la sua campagna, ma con le strisce realizzate per l’occasione Quino pochi mesi dopo mise a punto Mafalda, il personaggio che gli avrebbe aperto le porte della celebrità. La bimba dai capelli corvini che odia profondamente la minestra, più che la classica ragazzina terribile in stile fumettistico, desta attenzione ed intriga i lettori in quanto critica osservatrice della realtà, assai in ansia per i mali che affliggono il mondo e spesso autrice di riflessioni capaci di suscitare non poche perplessità negli adulti circostanti. Intorno a Mafalda figurano coetanei latori di diverse attudini: il rozzo Manuelito è il figlio del droghiere, materialista e molto attaccato ai soldi, l’ingenuo Miguelito è un inguaribile ottimista, il timido Felipe un sognatore cronico, mentre Susanita un’aspirante mamma in erba Le strisce di Mafalda debuttarono sul settimanale di Buenos Aires “Primera Plana” il 29 settembre del 1964, per passare sulle pagine del quotidiano “El Mundo” il 9 marzo del 1965: il fatidico passaggio segna l’inizio del sempre più vasto successo di Mafalda, che valicò i confini dell’Argentina per diffondersi in tutto il continente e poi contagiare anche l’Europa. Nonostante la radicata fama internazionale nel 1973 Quino fu anche capace di prendere la sconcertante decisione di abbandonare le strisce del fortunato personaggio per dedicarsi ad altri progetti. Da allora Mafalda, pur continuando ad intrigare i numerosi lettori, è stata ‘soltanto’ protagonista di fortunate ristampe e di prestigiose campagne sociali, come ad esempio per l’Unicef. Nel 1993, la società iberica D.G. Producciones S.A., in coproduzione con Televisiones Españolas, rinverdì i fasti di Mafalda producendo 104 episodi in cartoni animati della durata di un minuto, diretti da Juan Padrón e trasmessi, in Italia, da Rai 2. L’Italia festeggia i quarant’anni del popolare personaggio di Quino con la mostra itinerante “In viaggio con Mafalda”, curata da Ivan Giovannucci ed articolata in 60 pannelli con 77 strisce e 50 tavole del fumettistico humor dell’autore argentina. La mostra, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall'Assessorato alla Cultura e Beni Culturali della Provincia milanese, ha aperto i battenti al Touring Club Italiano di Milano lo scorso 20 gennaio: in seguito la mostra si sposterà a Pavia fino a metà marzo per poi partire in tournée attraverso l'Italia - dal Veneto alla Puglia, dall'Emilia Romagna alla Sicilia - per poi chiudere in bellezza al Festivaletteratura in programma a settembre a Mantova.

Voto 8 

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