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  29/11/2022 - 09:28

 

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Wonder Woman
80 anni in mostra
Fra comics e tavole originali (dalla Golden Age ai nostri giorni), videoinstallazioni, costumi e props dell’universo cinematografico
Dal 17 novembre 2021 al 20 marzo 2022 a Palazzo Morando di Milano

 




                     di Giovanni Ballerini


Il 21 ottobre 2021 ricorre l’ottantesimo anniversario della nascita dell’eroina dei comics Wonder Woman. All’affascinante e adrenalinico personaggio dei fumetti DC Comics nato negli anni Quaranta dalla penna di William Moulton Marston. È dedicata la mostra Wonder Woman. Il mito organizzata da 24 Ore Cultura, in collaborazione con Warner Bros. e DC e ospitata in Via Sant'Andrea, 6 a Milano nella sede espositiva comunale della dimora settecentesca di Palazzo Morando Costume Moda Immagine, dal 17 novembre 2021 al 20 marzo 2022.
Accompagnato dall’hashtag #wondersonoio, il progetto – primo assoluto in Italia - esplora la figura di Wonder Woman e gli ottant’anni di storia che ha attraversato, in una connotazione interdisciplinare che tocca molti ambiti - dall’illustrazione e il fumetto al cinema, dalla cultura pop alla moda – attraverso un percorso curato da Alessia Marchi e articolato in sezioni dove coabitano comics e tavole originali (dalla Golden Age ai nostri giorni), videoinstallazioni, costumi e props dell’universo cinematografico. Ideata per l’editoria nel 1941 dallo psicologo americano William Moulton Marston , con le prime illustrazioni di Harry G. Peter, Wonder Woman è diventata negli anni Settanta l’omonima serie televisiva statunitense, con protagonista un’intramontabile Lynda Carter, per conquistare infine il grande schermo con i film Wonder Woman (2017) e Wonder Woman 1984 (2020), entrambi interpretati da Gal Gadot e distribuiti in Italia da Warner Bros. Pictures. In questi ottant’anni appena passati la sua figura – originalissimo modello della cultura pop americana – ha incarnato l’ideale eroico della donna-guerriero, la più grande icona femminile dell’universo DC che ha debuttato nelle pagine di All Star Comics #8 come Diana, giovane membro di una tribù di donne chiamate Amazzoni, originaria di Paradise Island, un'isola nascosta situata nel mezzo di un vasto oceano. Wonder Woman si è evoluta in un vero e proprio simbolo di verità, giustizia e uguaglianza, attraversando e superando confini geografici e decenni di storia. "Bella come Afrodite, saggia come Atena, più veloce di Hermes e più forte di Ercole", ma anche tenace come Atlante, potente come Zeus, audace come Achille: Wonder Woman incarna le migliori abilità fisiche e morali che la mitologia greco-romana ci continua a insegnare. La mostra vede le sale di Palazzo Morando aprirsi a uno dei personaggi più iconici di sempre, Wonder Woman , un mito che non a caso affonda le sue origini nella classicità greco-romana, quella di figure divine ed eroi protagonisti della nascita del mondo. Attorno a questi temi si costruisce il progetto espositivo, che vede in mostra non solo tavole e fumetti originali provenienti dall’archivio DC a Burbank, California, da collezionisti privati e dai talents, ma anche i costumi originali di scena dei film Warner Bros. Pictures “Wonder Woman” (2017) e “Wonder Woman 1984” (2020) e i più iconici oggetti usati sul set dei film tra cui gli scudi, le spade, archi e frecce usate dalla protagonista. Infine, un ricco apparato multimediale di videoproiezioni e animazioni con materiali di repertorio e spezzoni di film e telefilm di Warner Bros. Pictures per raccontare al pubblico dei fan - così come a chi non la conosce ancora – tutto il mondo di Diana Prince/Wonder Woman. La mostra inizia il suo percorso dalla prima copertina di Sensation Comics #1 del 1942, che inaugura la prima serie di fumetti dedicati a Wonder Woman, dopo il debutto l’anno precedente all’interno delle pagine di All Star Comics #8, nonché dalla formazione accademica e le ricerche in campo psicologico che William Moulton Marston intraprese per creare la figura dell’eroina, dal suo profilo e carattere ai suoi superpoteri e fino al suo costume. Nel Dopoguerra, negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta il character viene ripensato sulla base di modelli e riferimenti più attuali, privata dei superpoteri (a partire dal 1968) e infine resa partecipe di una nuova ondata femminista. In mostra, a fianco della gigantografia di Ms. magazine, co-fondato dall’attivista Gloria Steinem, una selezione di tavole delle wonder women, le illustratrici italiane dell’universo DC (tra cui: Laura Braga, Emanuela Lupacchino, Maria Laura Sanapo) che vogliono porre l’attenzione del visitatore anche al valore che in questi decenni la matrice del disegno tutta italiana ha portato nella costruzione della figura di Wonder Woman come la conosciamo oggi. Si entra nel mito attraverso la video installazione immersiva e dai toni epici, che racconta la formazione di Diana Prince nell’isola Paradiso, Themyscira, permettendo al visitatore di scoprire le origini mitologiche di Wonder Woman. Cruciali per Wonder Woman saranno gli anni Ottanta: dopo Crisis on Infinite Earths, un ciclo narrativo pubblicato da DC per dieci numeri dall’aprile 1985 al marzo 1986, grazie a nuove avventure scritte da Greg Potter e Len Wein e magistralmente illustrate da George_Pérez, il personaggio acquista nuova vita e dignità. Gli ultimi trent’anni della storia di Wonder Woman sono raccontati in una sezione dedicata. Il pantheon dei suoi illustratori comprende ora, tra gli altri, artisti come Adam Hughes, Alex Ross, Phil Jimenez, Brian Bolland; è un’ulteriore rinascita del personaggio, fino alle serie The New 52 (dal 2011) e Rebirth (dal 2016). La mostra si conclude con un’escursione nei mondi della televisione e del cinema: dalla serie TV con Lynda Carter fino ai recenti film con Gal Gadot. È un breve viaggio che tocca anche il mondo della moda, curato in particolare attraverso una videoinstallazione – con il contributo di ricerca dello storico della moda Maurizio Francesconi - che pone l’accento sull’importanza delle influenze stilistiche della moda che insieme ai costumi dell’eroina ha attraversato ottant’anni di cambiamenti e ha giocoforza influenzato la figura di Wonder Woman in una costante oscillazione tra il passato, il presente e un immaginario futuro.

Voto 8 

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