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  14/12/2018 - 11:07

 

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Dylan Dog. Almanacco della Paura 2001
Con una storia inedita dell'indagatore dell'incubo
Nel volume un'accurata rassegna annuale horror

 




                     di Paolo Boschi


Dylan Dog: Almanacco della paura 2001
Dylan Dog Gigante # 11


Creato dallo sceneggiatore Tiziano Sclavi ed elaborato graficamente dai disegnatori Claudio Stano e Angelo Villa nel 1986, Dylan Dog è stato il vero fenomeno fumettistico italiano degli anni Novanta, e le fortune editoriali dell'indagatore dell'incubo non accennano a placarsi neanche nel terzo millennio. Dylan Dog è un detective privato specializzato in casi contemplanti lupi mannari, zombies, allucinazioni, manifestazioni Esp, serial killers e mostri vari, o quanto meno omicidi di cruenta ed efferata crudeltà. Il giovane investigatore ha poco più di trent'anni, ha le fattezze dell'attore Rupert Everett, è perennemento vestito con camicia rossa, giacca nera e jeans stinti, vive a Londra (al numero sette di Craven Road) insieme all'esilarante Groucho, il suo aiutante, che pare la copia dell'attore Groucho Marx e passa il tempo a distribuire esilalaranti freddure e stravaganti nonsenses al malcapitato di turno. Ex agente di Scotland Yard, Dylan Dog ha lasciato la polizia per motivi imprecisati ma è rimasto in stretto contatto col suo vecchio maestro, l'ispettore Bloch, che disapprova la sua carriera di indagatore dell'incubo ma che verso di lui ha una latente vocazione paterna. Ex alcolista, Dylan non fuma, è un ecologista, odia la violenza e le armi - usa un relitto di pistola se costretto, sempre che Groucho non l'abbia mandata in lavanderia... -, per hobby suona il violino e dal primo numero si dedica alla costruzione di un simbolico galeone che forse non finirà mai. In genere le avventure di Dylan Dog prendono avvio dall'agghiacciante urlo del campanello di casa (al cui interno trovano posto una serie incredibile di gadgets orrorifici): di solito si tratta di una bella cliente con un caso allucinante di cui la polizia non vuole occuparsi, ed immancabilmente il buon Dylan finisce per innamorarsene e perderla a causa di una maledizione. La paura è il centro focale di questo intrigante fumetto d'autore, una sorta di sophisticated horror comedy ricca di fantasia e di citazioni fumettistiche, musicali, letterarie. Come ogni anno torna L'Almanacco della paura 2001, un corposo volume che presenta un'accurata rassegna dell'horror stagionale a livello letterario (dal re del brivido Stephen King a Patricia Cornwell), cinematografico (dal director's cut de L'esorcista fino ad Hannibal), musicale e virtuale, con interessanti dossiers dedicati ai cattivi del cinema splatter, alla storia del Golem ed al contagio su celluloide. Non poteva mancare una bella storia inedita di 94 pagine, intitolata Qualcuno nell'ombra (sceneggiata da Paola Barbato e disegnata da Giovanni Freghieri), nell'ambito della quale Dylan Dog sarà accusato (o meglio incastrato) in una serie di agghiaccianti omicidi: le prove sono schiaccianti, ma saprà uscirne con un piccolo aiuto dell'ispettore Bloch.

DYLAN DOG. ALMANACCO DELLA PAURA 2001, annuale, pp. 176 [Bonelli]

Voto 7½ 

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