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  21/09/2019 - 10:55

 

  home>musica > cult

Scanner - musica
 


Alexander Balanescu
Maria T
Un Cd e uno spettacolo nel mito di Maria Tanase
Alexandre Balanescu al violino, James Shenton al violino, Andrei Parker alla viola, Nicholas Holland al cello, Steve Arguelles alla batteria e il video-artista Klaus Obermaier protagonisti a Fabbrica Europa 2007

 




                     di Giovanni Ballerini


Quanta poesia in quel violino che esplora l’anima della sua nazione, l’immaginario che rese la cantante e attrice (1913-1963) Maria Tanase un mito. Negli anni '50 i rumeni la veneravano e l’'Edith Piaf di Bucarest seppe tenere alta la testa e soprattutto la voce, regalando ai suoi ammiratori preziose perle vocali, canzoni tormentate ed eleganti.>  Come quelle che possiamo ascoltare in Maria T. il progetto con cui il musicista e compositore rumeno Alexander Balanescu le rende omaggio con un bellissimo album e uno spettacolo arricchito dalle immagini del video-artista austriaco Klaus Obermaier, che è stato presentato con successo alla Stazione Leopolda di Firenze per Fabbrica Europa 2007.
Maria T è un lavoro (sia il Cd, che lo spettacolo) che rappresenta il ricongiungimento di Alexander Balanescu con le sue radici. La sua squisita verve di compositore e arrangiatore ha consentito a di creare un'opera senza tempo, che coniuga intuizioni minimali a grande sensibilità, virtuosismi contemporanei a echi e materiali del repertorio di Maria Tanase. Le canzoni della chanteuse rumena si disintegrano e si ricompongono con una magia rara e le corde dello String Quartet di Balanescu, percorse dai quattro in un crescendo di ottave si infrangono a meraviglia nel drumming serrato, elegante e spesso poderoso di Steve Arguelles. Il risultato va ben oltre all’omaggio a una grande performer che non c’è più. Attraverso la vita e l'opera di Maria T. Balanescu ha infatti indagato in profondità le complesse e meravigliose contraddizioni dell'anima rumena, riportandoci un ritratto a tinte forti dell'atmosfera culturale e politica della Romania durante la II Guerra Mondiale e la transizione verso il Comunismo.
Prendendo come basi per nuove composizioni le canzoni da interpretate dalla Tanase, Balanescu ha cercato di sviluppare un nuovo linguaggio personale attraverso la sua particolare prospettiva musicale (con influenze classiche, jazz, elettroniche e in genere molto eclettiche) sottolineando le affinità tra la cultura e la musica dei nostri giorni e quella dell'epoca in cui Maria è vissuta. Nella riuscita performance multimediale fiorentina va anche sottolineata la perfetta interazione fra i video d'arte di Obermaier e la musica. Le trame grafiche create dal video artista donano alla musica una profondità entusiasmante. Basta una pecora zampettante che, moltiplicata all’infinito, diventa un segno grafico a dare il senso della società contadina che la musica della Tanase esalta. Immagini di repertorio, paesaggi della Bucharest degli anni '50, tracce dei concerti di Maria fanno il resto. Senza sovrapposizioni, casomai facendo emergere lo stesso mondo di immagini che la bellissima opera di Balanescu propone con forza ed eleganza sulla ribalta. > Una narrazione per musica e immagini, che in qualche modo rivela anche la storia sommersa di Balanescu, di quell’Alexander nato in Romania nel 1950, che nel '69 si stabilisce in Inghilterra dove comincia l'avventura di musicista e compositore. Stringe subito rapporti stretti con l'avanguardia inglese, tra cui Michael Nyman, del quale diviene primo violino. Dal '92 comincia a incidere per Mute Records. Il lavoro di questo straordinario artista delle note, come del resto ci abituato dal 94 (anno in cui pubblicò Luminitza) prosegue all’insegna della contemporaneità, anche quando usa il pop folk come fonte d'ispirazione principale. Un’opera squisitamente moderna utilizzando gli echi e i materiali di struggente forma canzone del repertorio di Maria Tanase.

Voto 8 

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