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  19/07/2019 - 21:14

 

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Sacre-Stie
Scritto e diretto da Vincenzo Pirrotta
Con Filippo Luna e con Alessandro Romano e Marcello Montalto. Elementi scenici di Rosalba Corrao, costumi realizzati da Marcella Costa, produzione Esperidio e Palermo Teatro Festival
Debutto Nazionale venerdì 29 e sabato 30 ottobre 2010 al Nuovo Montevergini di Palermo

 




                     di Giovanni Ballerini


Un uomo, un prete, ha vissuto tutta la sua vita a meditare la sua vendetta. In Sacre-Stie questa vendetta viene messa in pratica. E’ questa, in poche parole, l’idea che si sviluppa in Sacre-Stie, lo spettacolo scritto e diretto da Vincenzo Pirrotta che tiene il suo atteso debutto nazionale venerdì 29 e sabato 30 ottobre 2010 al Nuovo Montevergini, in Teatro di Palermo. In scena in questa produzione Esperidio e Palermo Teatro Festival c’è Filippo Luna, con Alessandro Romano e Marcello Montalto. Gli elementi scenici sono di Rosalba Corrao, i costumi di Marcella Costa.

“Interpreto un ruolo che oltrepassa la soglia dell'umana comprensione, indossare i panni di un pedofilo è un'esperienza terrificante persino per un attore. Più volte ho avuto paura di non farcela. Ho dovuto lavorare molto su me stesso per dare voce e corpo a questa interpretazione, un lungo travaglio interiore che mi ha segnato dal punto di vista umano e professionale. Ma era necessario farlo per denunciare l'orrore che tanti, troppi minori continuano ancora oggi a subire – spiega Filippo Luna -. Il testo di Vincenzo Pirrotta è forte, provocatorio e straziante al tempo stesso, Sacre–Stie vuole squarciare il velo dell'indifferenza, il silenzio è complicità, la parola è l'unica arma di difesa”.

Ancora uno spettacolo di grande impatto al Palermo Teatro Festival, che in questa sesta edizione (incursioni / riflessioni / evasioni), al Nuovo Montevergini dall’8 ottobre al 18 dicembre 2010, si propone di dare voce alla drammaturgia contemporanea stimolando l’attenzione nei confronti del teatro civile e della scrittura siciliana. Non poteva quindi mancare questa prima di Pirrotta. L’artista palermitano, che è stato allievo di Mimmo Cuticchio ed è un valente puparo e cantastorie, oltre che illuminato erede della tradizione dei cuntisti, dimostra con questa piece ancora  una volta di essere uno degli autori più coraggiosi e apprezzati del teatro siciliano contemporaneo. Il racconto si sviluppa come un thriller, in cui si declina la violenza, lo schifo, la depravazione che rende abbietti questi delitti efferati che oggi iniziano ad emergere, con tutta la loro iniquità. Una condanna senza attenuanti per la pedofilia, che per troppo tempo è passata sotto colpevole silenzio.

“E’ un racconto a tratti atroce – commenta il regista – autore Vincenzo Pirrotta -. Ma secondo noi necessario”.

Voto 7 + 

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