Un testo mai rappresentato di Pier Paolo Pasolini. PPP lo aveva scritto
nel ’57, verosimilmente in prima battuta per Laura Betti,
e successivamente fu proposto ad Adriana Asti ma che mai vide la luce sul
palcoscenico. Sono passati trentacinque anni dalla morte dell’intellettuale di Casarsa della Delizia. “Un pesciolino” (sabato 13 marzo) arriva al Teatro
delle Spiagge, che è in via del Pesciolino. Neanche a farlo apposta.
“Questo testo oltre a non essere mai stato rappresentato – spiega il regista romano Nuccio Siani – non era mai stato pubblicato
fino agli inizi degli anni 2000 quando fu inserito nei Meridiani della
Mondadori”. La
compagnia Portanova – Beat 72 con questa piece ha vinto anche il Premio Fondi
La Pastora come miglior regia. “E’ uno spettacolo che ci ha dato molte soddisfazioni, è un Pasolini a
colori, un Pasolini diverso da quello che è passato al grande pubblico, da
quello che si conosce per la produzione della fine degli anni ’60. Questo è uno dei primi testi teatrali che ha scritto ed è leggero, in musica si chiamerebbe uno scherzo, e la sorpresa è che, seppur in forma leggiadra, riesce a comunicare tutti i temi e la poetica pasoliniana”. E’ un monologo a due voci che al regista ricorda molto “Giorni felici” di Beckett con questa donna che parla, parla,
logorroica, e l’uomo, Piero (sulla scena Davide Quatraro), che annuisce, abbozza mezzi discorsi, mezze frasi. Una donna sola (sul palco Anna Maria Loliva), non sposata, vicina alla quarantina, se ne va in vacanza al mare, in Versilia e
lì, nel mare, incontra un pesce, ogni allusione fallica è legittima, e a lui racconta tre sue avventure sentimental - amorose, tutte finite male. “La donna è una zitella che a quei tempi significava essere un diverso, un emarginato, un non inserito. Poi il discorso viene allargato agli ebrei, ai “negri”. Il tutto mentre il pesce non vuole essere pescato, non si fa prendere all’amo”. E’ uno spettacolo adatto anche ai bambini, tanto che la scena è volutamente
ricreata come fosse una rappresentazione scolastica d’epoca con un albero
finto, nuvolette e aiuole di legno in un impianto fiabesco e surreale. “Questa piece è un gioiellino, ha una sua solarità, attira e
commuove, è allegro come in definitiva era Pasolini che amava la vita, ed era
di una disperata vitalità, giocava a pallone, si divertiva, aveva una
grandissima grazia, sensibilità e rispetto, acceso sia sul fronte dell’impegno
che della vita”.
Voto
7 +
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