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The Kitchen Company
Nemico di Classe
Cattivi ragazzi senza buoni maestri
Prima nazionale al Teatro Dante di Campi Bisenzio l’11 febbraio 2010, al Teatro Italia di Roma dal 16 febbraio al 7 marzo 2010, al Teatro Sociale di Brescia 30-31 marzo 2010

 




                     di Tommaso Chimenti


Non sarà semplice emulare lo spettacolo cult che nell’83 lanciò sei giovani attori, alcuni dei quali divenuti star del piccolo e grande schermo. Adesso un’altra manciata di attori prova a rimettere in scena quel “Nemico di classe” (stasera al Teatro Dante) di Nigel Williams che oltre venticinque anni fa vedeva sul palco Paolo Rossi, nei panni di Ciù ciu, Claudio Bisio-Cabriolet, Elio De Capitani-Iron, Antonio Catania-Vix. La compagnia che tenta il colpaccio è la neonata Kitchen Company, del regista Massimo Chiesa, che già abbiamo visto nelle settimane scorse al Teatro dei Rinnovati a Siena nel non perfettamente riuscito “Kitchen”. Siamo in un’aula scolastica distrutta. Se allora quei giovani erano furenti e imbestialiti con il mondo, quelli di oggi sono annoiati. Anche i nomi di battaglia sono cambiati in questa nuova versione: ora ci sono Spillo, Bago, Broz, Kernit, Kinder. Sono Luca Avagliano, Gabriele Bajo, Nicola Nicchi, Daniele Parisi, Giovanni Prosperi, Carlo Zanotti. Una Classe morta kantoriana. La V C. La musica è quella di Vasco Rossi. Finestre infrante, banchi accatastati e sei bulli lasciati soli perché ingestibili. Anche i docenti hanno desistito. Aspettano qualcosa o qualcuno che li salvi dal loro inferno quotidiano interiore. Sono carne da macello e gli altri, i grandi, gli adulti, hanno già deciso di emarginarli, di metterli al bando come zavorra. Scatta allora una reazione, una sorta di autogestione interna al gruppo. Lezioni- confessioni zeppe di aggressioni e violenze. Ci vengono in mente certi quartieri, certi rioni, alcune periferie nostrane, pentole a pressione incandescenti e represse di rabbia covata. Sono ragazzi di strada, quella è l’unica loro scuola da frequentare. La loro lingua è sporca ma viva, è uno slang di pancia, solido e maleducato, nervoso e urlato, maledetto e teso, irriverente e arrabbiato, offensivo e crudo, ribelle e punk, disperato e prepotente, drammatico e emarginato. Un cubo di Rubik la loro adolescenza, inespugnabile scatola cinese, fortezza scivolosa e appuntita, dove ci si può solo fare male. Sono animali feriti e delusi da chi avrebbe dovuto loro dare il buon esempio. Cattivi ragazzi senza buoni maestri. Info: 055.8949864; biglietto: 10 euro.

Voto 7 

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