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Satyricon
Una Visione Contemporanea
Karamazov
Testo e regia César Brie
Onìsio furioso
Di Laurent Gaudé
OA Quarto atto: La luce
Cinque atti teatrali sull’opera d’arte
OA Terzo atto: Il canto
Cinque atti teatrali sull’opera d’arte
La Bottega Del Caffè
Una storia di intrighi e veleni
OA
Primo atto
Fanny & Alexander
Discorso alla nazione
Dall'Otello
Liberamente ispirato al dramma di Shakespeare
Non si uccidono così anche i cavalli
Di Horace McCoy

 


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  25/05/2012 - 02:44

 

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Il mercante di Venezia
Di William Shakespeare
Regia e adattamento di Riccardo Massai, Con Teresa Fallai e Alessio Benedetti Sardelli, musica dal vivo di Volo ed Eleonora Tancredi
Da sabato 4 a domenica 19 marzo 2006 al Teatro Comunale di Antella (da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 17)

 




                     di Giovanni Ballerini


Associazione Archètipo : La Principessa Bianca, recensione dello spettacolo, regia di Riccardo Massai, 2010
Associazione Archètipo : La Principessa Bianca, presentazione dello spettacolo, regia di Riccardo Massai, 2010
Associazione Archètipo : Blu (nello spazio di un respiro), regia di Riccardo Massai, 2009
Associazione Archètipo : Spoon River di Edgar Lee Masters , regia di Riccardo Massai, 2007
Associazione Archètipo : Le Baccanti di Euripide, regia di Riccardo Massai, 2007
Associazione Archètipo : Spoon River di Edgar Lee Masters , regia di Riccardo Massai, 2006
Associazione Archètipo : Il mercante di Venezia di William Shakespeare, regia di Riccardo Massai, 2006
Associazione Archètipo : I Savoiardi, regia di Riccardo Massai, 2005
Associazione Archètipo : Battaglia nel Nero di Roland Topor, regia di Riccardo Massai, 2005 - 2006
Associazione Archètipo : Macbeth di William Shakespeare, regia di Riccardo Massai, 2004


E’ fresca e palpitante la messa in scena de “Il mercante di Venezia” che l’Associazione Archètipo presenta in prima nazionale dal 4 al 19 marzo 2006 al Teatro Comunale di Antella. Lo spettacolo, per la regia e l’adattamento di Riccardo Massai è la conclusione del progetto triennale su William Shakespeare, che ha già visto in scena la Tempesta e il Macbeth sul palco del teatro in provincia di Firenze. Ma partiamo dall’inizio, cioè dalle musiche originali, che Luca di Volo ed Eleonora Tancredi propongono alla grande dal vivo. Colonna sonora, ma anche interessante arricchimento drammaturgico, con i due polistrumentisti che creano (e sottolineano) atmosfere sempre diverse, integrando a loro modo, ma con grande verve la recitazione della compagnia. In scena, insieme a Teresa Fallai e Alessio Benedetti Sardelli, ci sono Simone Rovida, Roberto Caccavo, Laura Milani, Daniel Dwerryhouse, Giovanna Deidda, Ilaria Danti e Alessandro Riccio. Non tutti sono attori professionisti e a tratti qualcuno si lascia andare da una recitazione un po’ troppo urlata, si fa trasportare da un fare inutilmente concitato, ma la commedia decolla comunque piacevolmente. Merito di un buon lavoro d’insieme e di uno spazio scenico (creato da Claudio Pini) in continuo movimento: l’azione esce dal palcoscenico per coinvolgere (con pedane mobili, location aeree e percorsi creati al momento da sei giovani attori- inservienti) l'intero spazio della sala teatrale, costringendo il pubblico a cambiare continuamente prospettiva e punto di osservazione.

Qualche perplessità invece per i costumi che Toni Musa ha caratterizzato fino a un certo punto. Privilegiando un trovarobato un po’ troppo generico alcuni personaggi sembrano appena abbozzati: è il caso della serva (Colombina – non Colombina), ma anche di altri protagonisti che talvolta risultano un po’ troppo anonimi o inspiegabilmente caricaturali. Per quanto riguarda la regia, non si può dire che Riccardo Massai non abbia messo in campo idee e soluzioni interessanti, che contribuiscono a una fruizione non didascalica dell’opera. Magari, invece di disperdersi in mille direzioni, un segno più deciso e caratterizzante avrebbe dato allo spettacolo un respiro e una profondità maggiore. In realtà qualche segno forte c’è : basta pensare alla scena del processo in cui pochi azzeccati tocchi registici trasformano il travestimento in emozione visiva. Ciò detto, va ribadita la forza interpretativa del gruppo, che a suon di adrenalina, coinvolge lo spettatore nell’avventura teatrale, attualizzando le dinamiche della storia shakesperiana con una fisicità non esasperata o ingombrante, ma sempre dirompente.

Voto 7 

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