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I Masnadieri di Schiller

 


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  20/05/2013 - 02:18

 

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Giovane Compagnia del Teatro di Roma
I Masnadieri di Schiller
Regia di Gabriele Lavia, scene Alessandro Camera, costumi Andrea Viotti, musiche Franco Mussida, luci Simone De Angelis, con Francesco Bonomo, Fabio Casali, Daniele Ciglia, Michele De Maria, Filippo De Toro, Davide Gagliardini, Gianni Giuliano, Daniele Gonciaruk, Marco Grossi, Andrea Macaluso, Luca Mannocci, Luca Mascolo, Giulio Pampiglione, Cristina Pasino, Giovanni Prosperi, Alessandro Scaretti, Carlo Sciaccaluga, Simone Toni
Da martedì 31 gennaio all’8 febbraio 2012 al Teatro della Pergola

 




                     di Giovanni Ballerini


Interessante e coraggiosa l’idea di Gabriele Lavia di riportare in scena I Masnadieri di Schiller per lanciare e far fare esperienza alla Giovane Compagnia del Teatro di Roma. Mattatore dell’edizione del 1982, Lavia ha scelto di non andare in scena in questa nuova edizione dei Masnadieri (che fu rappresentato per la prima volta nel 1782 a Mannheim), indirizzando i giovani con la sua impetuosa regia. Non mancano i riferimenti a Quentin Tarantino e all’aggressività dei tempi che viviamo. Non a caso l’ambientazione del dramma è al di fuori del tempo, mentre lo spazio è ben caratterizzato dalla scena di Alessandro Camera, che punta su una foresta di fari posti su alte piantane, che rimandano all'ipotetico colonnato di una ricca dimora, agli alberi della foresta boema, che celano la presenza dei briganti. I punti luce ideati da Simone De Angelis, creano un disegno tenebroso, oscuro, perfettamente in linea con la torbida vicenda. Lo spazio scenico profondo e semivuoto è ricoperto da uno strato di terra fresca sia che rappresenti la grande sala, sia il castello, sia la selva. Incisiva ed energizzante la colonna sonora rock creata da Franco Mussida (colonna chitarristica della PFM), perfetti i costumi di Andrea Viotti, che usa la pelle nera come simbolo punk e maudit. Abiti di scena che fanno venire in mente Il Selvaggio brandoniano, ma anche altri personaggi tarantiniani e che completano la visione d’insieme di questa moderna radiografia del ribellismo giovanile.
"Die Rauber, cioè i fuorilegge, i banditi, i briganti, ma per noi, e probabilmente per sempre, I Masnadieri. – sottolinea Gabriele Lavia - Con questa tragedia Schiller entra violentemente nella storia della letteratura tedesca come poeta della ribellione e come suddito ribelle, retore della libertà politico-sociale e nella kantiana libertà etica. Ma soprattutto egli entra nella storia della drammaturgia con un evento straordinario, che si tentò più volte di imitare e a cui certamente molto dobbiamo. Ciò che affascina maggiormente in Schiller è la capacità di far scoppiare effetti scenici e fondare su questi la struttura della sua drammaturgia. Egli possiede un grandioso stile drammatico e quella particolarissima abilità scenica che consiste nel saper sfruttare ogni risorsa dell’emozione e della sorpresa. I Masnadieri si inseriscono idealmente nello Sturm und Drang, e in quella luce di furore visionario lʼopera attacca le istituzioni politiche, sociali e i pregiudizi morali nel proposito di impiegare il palcoscenico come “Istituto morale”. In questo senso le parole di Schiller risuonano nell’orecchio del mondo contemporaneo e, quell’opera “giovanile”, straordinaria, del poeta, mi è sembrata lʼoccasione giusta per poter far nascere la Giovane Compagnia del Teatro di Roma, con uno spettacolo agile, appassionato e di grande presa".
In realtà la giovane compagnia dà il meglio di sé nei momenti d’insieme, nelle scene d’azione, in cui l’adrenalina entra in circolo anche in platea. Qualche riserva invece sui protagonisti. Lavia nel 1982 faceva la differenza, non ci sembra lo stesso per i giovani che in questa edizione danno vita alle tre parti principali, che sembrano un po’ troppo fumettistici nei loro atteggiamenti. Ma come dicevamo sono giovani, cresceranno.

Voto 7 - 

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