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  20/10/2019 - 20:45

 

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Socìetas Raffaello Sanzio
Hey Girl
di Romeo Castellucci, con Silvia Costa e Sonia Beltran Napoles, musica originale Scott Gibbons, statica e dinamica Stephan Duve, luci Giacomo Gorini, realizzazioni sculture di scena: Plastikart, Istvan Zimmermann
Il 4 e il 5 maggio 2007 alle 21,30 alla Stazione Leopolda di Firenze per Fabbrica Europa 2007

 




                     di Giovanni Ballerini


Potrebbe essere il tempo di una giornata, o di un periodo dell’anno. Qualcuno si sveglia, si alza, si prepara per uscire. Esce. Fine della storia.

Il primo appuntamento teatrale di spicco per Fabbrica Europa 2007 è affidato alla Socìetas Raffaello Sanzio, già ospite delle prime edizioni del festival fiorentino, che propone un nuovo, attesissimo, spettacolo di Romeo Castellucci. Si chiama “Hey girl!” e vede il 4 e il 5 maggio 2007 alle 21,30 protagoniste sulla ribalta della Stazione Leopolda di Firenze Silvia Costa e Sonia Beltran Napoles.

Hey Girl! è un particolare viaggio nell'inconscio umano con la colonna sonora di Scott Gibbons, i cromatismi e giochi di luce di Giacomo Gorini. Il percorso di ricerca del gruppo cesenate (iniziato all’inizio degli anni 80) si rigenera soffermandosi ancora una volta sull’archeologia del gesto (anzi dei gesti svuotati o perduti) da esibire in pubblico. E presenta un progetto aperto in cui la quotidianità viene riproposta e rielaborata con un approccio visivo e spaziale di grande visionarietà. A dare il senso allo spettacolo prodotto da Odeon Théâtre de l'Europe con Festival d'Automne, Paris; steirischer herbst, Graz; Le-Maillon Théâtre, Strasbourg; de Singel, Antwerpen; Productiehuis Rotterdam (Rotterdamse Schouwburg); Cankarjev dom, Ljubljana; Trafò House of Contemporary Arts, Budapest e Socìetas Raffaello Sanzio non sono infatti le parole dette, e neanche le citazioni shakespeariane proiettate su uno schermo, quanto piuttosto i silenzi e i respiri che scandiscono l'anelito vitale di un corpo femminile generato, a inizio spettacolo, da una placenta viscosa. Quello della Socìetas Raffaello Sanzio è un teatro che incarna l’arte della mutazione e della modificazione e anche in questa performance rilegge la vita, anche quella di tutti i giorni, attraverso una lente squisitamente visionaria. Come farebbe lo spettatore (che per Castellucci è da sempre figura centrale e in qualche modo arbitro e punto focale del teatro contemporaneo) la performance è un po' lo specchio di uno sguardo lento e sognante, che allude all'anti-fiaba quotidiana, ma anche a cesure temporali, a riti seriali. Un mezzo per indagare lo spazio fisico e mentale in cui si svolge l’azione - non azione delle attrici che si muovono come gusci vuoti in scena, declinando all’infinito gesti privi di contenuto.

“L'ispirazione per il titolo di questo spettacolo mi è venuta nella mia città quando, bloccato ad un incrocio, guardavo un gruppo di ragazze che aspettavano alla fermata del bus – spiega il regista e scenografo Romeo Castellucci - . Avevano gli zaini pieni e il volto dipinto dal trucco. Ciascuna aspettava il proprio bus. Tutto quello spazio intorno. Non parlavano tra loro. Non si guardavano.”

Voto 7½ 

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