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  22/10/2017 - 17:27

 

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Monica Guerritore è Oriana Fallaci
In Mi chiedete di parlare
Uno spettacolo scritto e diretto da Monica Guerritore, con Lucilla Mininno, la voce della giornalista è di Emilia Costantini, la voce di Francois Pelou è di Rachid Benhadj, luci Pietro Sperduti, ricerca e raccolta di materiali biografici di Emilia Costantini, scenografia Monica Guerritore, costumi Graziella Pera
Al Teatro della Pergola di Firenze dal 27 marzo al 1 aprile 2012, al Piccolo Teatro Grassi ( nella sala storica di via Rovello) di Milano dal 10 al 15 aprile 2012

 




                     di Giovanni Ballerini


"Una donna non muore se da un'altra parte, un'altra donna riprende il suo respiro, dice Helene Cixous. Voglio riprendere il suo respiro. Per capire".
L’intensità di Monica Guerritore per ricordare l’intensità di Oriana Fallaci, per omaggiare uno scrittore, come amava definirsi Oriana, che non ha mai smesso di interrogare la cronaca della storia contemporanea, con le sue passioni e le sue contraddizioni.
In Mi chiedete di parlare… Monica Guerritore compie un viaggio a ritroso nella vita straordinaria privata e pubblica di Oriana e della Fallaci, dalla silenziosa e dolente solitudine al fragore e al clamore delle pagine composte e percorse in tutta una vita, da Firenze a Milano, Roma, New York.
La piece nasce da un’idea della giornalista Emilia Costantini, che ha immaginato l’evento per il Festival di Spoleto a cinque anni dalla scomparsa della Fallaci pensando a Monica Guerritore e alla sua personalissima forza interpretativa e al carisma necessario per realizzare il progetto: “una rivisitazione fedele e clamorosamente infedele della celebre giornalista e scrittrice.”
"E’ così partita una ricerca tra i dettagli della biografia della Fallaci – racconta Emila Costantini - che ha portato a ripercorrere i suoi libri, a investigare sui suoi comportamenti in pubblico e, per quanto possibile, in privato. Monica Guerritore ha infine composto un immenso mosaico di fatti e sensazioni per riflettere su questa figura di ostinata pasionaria e fiera polemista. Un testo assolutamente originale, provocatoriamente dissacrante: il commovente ritratto, reale-irreale, di una combattente. E una messa in scena in cui si svela, in parte, a tratti, quella parte di lei che è rimasta un mistero. Oriana.
"Entro nell’Enigma Fallaci a tentoni – spiega Monica Guerritore - come entrare in una grande stanza buia illuminandola con una torcia. Ho costruito lo spettacolo tradendo la biografia per cercare, facendomi spazio tra i qualunquismi e i luoghi comuni, di accostarmi all’originalità, all’unicità e la forza della grande giornalista e la straordinarietà della donna.
Al tempo stesso percepisco la distanza tra Fallaci 1 e Fallaci 2. Donna bellissima. Testimone di libertà e di pace in Vietnam e in Messico, dolcissima poetessa e scrittore di romanzi di battaglia. Poi la malattia, l’improvvisa lucida rabbia contro l’integralismo islamico dopo l’11 settembre e l’avvio di una straordinaria produzione letteraria. Ma Oriana non appare più, lascia il passo al Mito Fallaci e sragionando o forse ragionando e senza freni com’era abituata a fare, lo alimenta.”
Oriana/Guerritore è sul palco insieme a Lucia Mininno in Mi chiedete di parlare.
"Immagino una folle, piccola donna, che torna nel luogo della sua solitudine, quella casa di New York, ora non più sua, coperta di teli di plastica, in attesa di nuovi abitanti. Là nessuno poteva entrare e una grande giornalista, come Lucia Annunziata, descriverà (rivelando una delicatissima personale percezione)“ un disordine che inquieta, una donna sola, un tappeto dicicche di sigarette per terra..”
E’ li che si era rintanata Oriana, nell’ ombra. Mentre la Fallaci infiammava il mondo.
"...Non guardatemi..” chiederà gentilmente alla fine del mio spettacolo. “...non guardatemi morire…” Non mostrando più niente di sé, Oriana è riuscita a salvaguardare il Mito Fallaci. La sua forza e il suo glamour. E lasciare a noi solo la possibilità di fare delle ipotesi sulle contraddizioni di una grande, rabbiosa, folle donna. La più grande e la più odiata. La prima cronista di guerra, la prima celebrity. Forse anche la prima vittima della potenza dell’Immagine. Della sua stessa Immagine.

Voto 8 

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