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  05/12/2023 - 12:50

 

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Rodrigo García
Inaugura Intercity Festival 20
A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo
Testo e regia di Rodrigo García, con Luca Camilletti, Jorge Horno, Agnès Mateus, luci Carlos Marquerie, video Ramón Diago, prima assoluta in italiano e spagnolo, con sottotitoli in italiano dal 13 al 16 settembre 2007 al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino

 




                     di Giovanni Ballerini


Intercity 20, presentazione del festival 2007
Presentazione, Rodrigo Garcia, A un certo punto ...
Recensione, Rodrigo Garcia, A un certo punto ...
Intervista a Rodrigo Garcia
Jimmy, di Marie Brassard
Alias Godot, Regia di David Ferry, 2006
La compagnia Third Angel, Presumption, 2007
Compagnie Yvette Bozsik, Miss Julie, 2007
Patricia Portela, Wasteband, 2007
Akhe, Faust in cube. 2360 Words, 2007
La nuova tonaca di Dio, Nature morte dans un fossé, di John Clifford Tri-boo e di Fausto Paravidino, 2007


Sembra il titolo di un film di Lina Wertmüller e invece “A un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo”, che dal 13 al 16 settembre 2007 debutta in prima assoluta in italiano e spagnolo al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, è l’ultima creazione di Rodrigo García, vincitore del Premio Ubu 2004 e fondatore a Madrid della compagnia Carnicería Teatro (Macelleria Teatro). Il provocatorio regista che con "Matar para comer" (uccidere per mangiare), mise in mostra la straziante agonia di un astice per riflettere sulla crudeltà del mondo contemporaneo, Nello spettacolo che inaugura la ventesima edizione del festival Intercity punta i fari sul disordine.

“Il disordine, il suo fascino ci indispone perché ha in sé una perfezione irrisolta, come un organismo sempre sul punto di rivelarsi – spiega l’autore, videoartista, performer, scenografo e regista argentino –. chiamiamo disordine il preciso concatenarsi di eventi inconsueti che nel nostro intimo percepiamo come assoluti e che per questo tacciamo di imperfetti e di inutili (ho l’impressione che sia per paura). Detto questo, una manifestazione artistica dovrebbe essere un concatenarsi rigoroso di gesti che aspirano a un certo miglioramento”.

Rodrigo García, personaggio chiave della scena teatrale internazionale, torna nel 2007 a Intercity dopo l’emozionante Paté di ragazza (Intercity Madrid, 1994) e il provocatorio La historia de Ronald el Payaso de Macdonald’s (Intercity Athina 2, 2003). Autore e regista radicale, García è capace di mescolare vari linguaggi con humour e salutare insolenza; dal video all’arte plastica, alla pura narrazione, vuole arrivare a toccare la sensibilità del pubblico, a produrre emozioni e tensioni mettendo in scena la rabbia soffocata, il malessere economico, sessuale, politico o letterario, battendosi contro tutte le convenzioni. 

Tra i suoi lavori: Acera derecha (1989); Prometeo (1992); Protegeme de lo que deseo (1997); Borges (1999); After Sun (2000); Compré una pala en Ikea para cavar mi tumba (2001); Rey Lear, Jardinería Humana, Agamenon (2003); Cruda, vuelta y vuelta, al punto, chamuscada (2007). Alcune delle sue opere sono state tradotte e pubblicate in Italia dalla casa editrice Ubulibri di Milano (Sei pezzi di teatro in tanti round, 2003), mentre l’opera completa in quattro volumi è pubblicata nell’edizione francese di Les Solitaires Intempestifs (Rodrigo García - Écrivains de plateau 4, 2007).

“Ci vorrebbe un miglioramento di ciò che è consuetudine (nel senso di utilizzo di ciò che è insolito, e insistendo sul concetto di etiche precarie, che si annullano l’un l’altra per formare la Grande Etica effimera e contraddittoria) – sottolinea Rodrigo García –.

Ci vorrebbe un miglioramento della storia (la storia dimostra che qualsiasi tentativo di conservare, di fissare, ha avuto il solo effetto di ritardare ciò che doveva comunque accadere). Ogni volta che parliamo di caotico o di senza senso di fronte a gesti indispensabili, ci rendiamo ridicoli”.

Voto 7 

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