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  10/02/2012 - 10:06

 

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Così è (se vi pare)
di Luigi Pirandello
Regia Massimo Castri, traduzione Monica Capuani e Marta Gilmore, scene e costumi Claudia Calvaresi, luci Robert John Resteghini, suono Franco Visioli. Con Marco Brinzi, Giorgia Coco, Chiara Condrò, Andrea Corsi, Francesca Debri, Manuela De Meo, Michele Di Giacomo, Federica Fabiani, Alessandro Federico, Diana Hobel, Marta Iagatti, Rosario Lisma, Antonio Giuseppe Peligra
Lunedì 10 e martedì 11 dicembre 2007 al Teatro della Regina di Cattolica

 




                     di Giovanni Ballerini


"L’occasione offerta dal corso si concretizza inoltre nella possibilità di realizzare una nuova versione del testo avendo a disposizione un ensemble di attori omogeneo e favorito dalla continuità del lavoro".

Un maestro del teatro incontra dodici giovani attori con una nuova versione di Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, rappresentata per la prima volta il 18 giugno 1917 al Teatro Olimpia di Milano. Si tratta di una nuova intensa scommessa, visto che Massimo Castri ha frequentato questo testo nell’arco della sua carriera già due volte: nel 1980 gli valse il Premio Ubu come miglior regia. La commedia, tratta dalla novella La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero, racchiude quella problematica esistenziale, sviscerata successivamente in Uno, nessuno, centomila, dell’impossibilità di avere una visione unica e certa della realtà. Per questo nuovo allestimento il regista toscano ha desiderato un cast giovane, frutto dell’incontro e del percorso formativo intrapreso grazie alla scuola di Alta Formazione per attori, organizzata da Emilia Romagna Teatro Fondazione. Il regista e l’ente accolgono la sfida di lavorare con attori anagraficamente più giovani di quello che il testo richiederebbe, ma non privi di esperienze capaci di restituire un’inedita chiave di lettura a questa commedia.

"Tratto specifico dello spettacolo è l’accento su una dimensione corale, una recitazione d’insieme che caratterizza, da subito, il gruppo dei normali come una comunità compatta, un insieme organico che reagisce, con una escalation emotiva via via più esasperata, al crescendo di frenesia che accompagna lo sviluppo dell’inchiesta, dando un respiro collettivo al senso di accelerazione molecolare che il testo produce – spiega Castri -. Questa immagine di gruppo sostanzialmente omogeneo, s’impone dall’inizio dello spettacolo anche grazie ad un rimontaggio drammaturgico, che in parte riprende la versione televisiva, e trasforma il convenzionale prologo in cui viene esposto l’antefatto, in una situazione che prevede una compresenza del collettivo e ne definisce l’orizzonte superficiale e futile: una mondana festa di carnevale organizzata in casa Agazzi".

Quando, come dicevamo, andò in scena nel giugno 1917 la commedia scaturì nel pubblico “sconcerto, intontimento, esasperazione e sgomento” come riporta lo stesso Pirandello. Il testo, nel 1925, venne modificato, inserendo effetti comici, mostrando di aver fatto proprie le preoccupazioni sceniche della prima versione.

Voto 7 + 

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