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  22/02/2024 - 16:42

 

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Egumteatro
L’omossessuale o la difficolta’ di esprimersi
di Copi, regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti, con Massimo Loreto, Annig Raimondi, Maria Eugenia D'Aquino, Riccardo Magherini, Vladimir Todisco Grande
Il 12 marzo al Teatro Studio di Scandicci

 




                     di Giovanni Ballerini


Egumteatro, Quartett, 2003
Egumteatro, Serate Beckettiane, 2006
Egumteatro, L’omossessuale o la difficolta’ di esprimersi, 2006
Egumteatro, Che tragedia!, presentazione, 2007
Egumteatro, Che tragedia!, recensione, 2007
Egumteatro, Un anno con 13 lune, 2008


"I testi di Copi ci sorprendono continuamente e ci invitano a dubitare delle certezze, dei dogmi, del vociferare troppo convinto di una forma teatrale che si propone come unica, nuova, definitiva".

Con la consueta verve, gli Egumteatro e Teatro dell’Arsenale di Milano ci portano in una Siberia da operetta per gustare la commedia più bella e dissacrante del grande Copi. Virginio Liberti e Annalisa Bianco hanno scelto le canzoni di Mina, Endrigo, e Caterina Caselli come colonna sonora per “L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi” in programma il 12 marzo 2007, come secondo appuntamento della rassegna “Garofano Verde/Toscana – Scenari di teatro omosessuale” curata da Rodolfo Di Giammarco, al Teatro Studio di Scandicci.

“I testi di Copi sono un bell’antidoto contro un modo di vedere i fatti della realtà come qualcosa che ha sempre una spiegazione logica, una ragione, una causa, un perché, una progressione, una fine”.

L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi” (traduzione di Luca Coppola e Giancarlo Prati) ha come protagonisti Irina, Miss Simpson e la Signora Garbo, tre personaggi dal sesso ambiguo. L’azione si svolge fra lupi, cani da slitta, militari sovietici e cosacchi. Irina è l’oggetto di tutte le attenzioni e di tutti i desideri. I dialoghi serrati tra i tre personaggi raccontano di interventi chirurgici a Casablanca, viaggi in Egitto, fughe in Cina. Accompagnati dal Generale Puskin e Garbenko, Irina, Miss Simpson e Garbenko danzano e recitano in un turbine di cambi di abito, parrucche, fili di perle, seni e genitali posticci, in un interno kitsch e soffocante.

Ma soprattutto cantano – in playback – canzoni degli anni ’70 - trasformando la commedia di Copi in una tragedia da cabaret. Con il procedere degli eventi ed il susseguirsi dei colpi di scena, tutto diventa sempre più complesso, difficile da districare. I personaggi si sanno condannati alla solitudine ma continuano a credere fino in fondo che la verità si possa attingere nel contatto carnale, per quanto sanguinario esso sia. Irina fa l’amore con i cosacchi, partorisce nelle toilettes. Ed ecco, il sangue sgorga. Gli altri assistono straniati, prendono parte sorridenti alla festa in maschera che lentamente scivola nell'orrore. Una storia divertente, sarcastica, convulsa e terribile, dove ogni personaggio è una caricatura oltraggiosa, e l'ambiguità è la vera protagonista.

Raul Damonte Taborda, in arte Copi, nacque a Buenos Aires nel 1939 e morì per Aids a Parigi nel 1987. Negli anni Sessanta, arrivato a Parigi, Copi si fece conoscere nel Nouvel Observateur con il suo personaggio della "donna seduta", dalle vedute piccolo-borghesi, che si lancia in discussioni surreali con un pollo chiacchierone o un topo sfacciato.

Oltre ad avere successo grazie alla sua carriera come fumettista (le sue opere erano tradotte con regolarità anche da Linus in Italia, dove era noto quanto in Francia), Copi collaborò con diversi giornali, e scrisse numerosi romanzi ed opere teatrali (nelle quali spesso recitava come protagonista en travesti), ancora oggi messe in scena in tutto il mondo. Fece parte del gruppo Tse, un'associazione di artisti franco-argentini con cui nel 1969 curò la biografia di Evita Peron. Con loro realizzò anche opere teatrali in cui metteva in scena l'incomunicabilità dei personaggi, ispirandosi in ciò all'opera di Samuel Beckett.

Nel 1971 Copi scrisse e diede alle stampe L'homosexuel ou la difficulté de s'exprimer (L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi), con cui rese palese la sua sessualità. Dotato di un grande senso dell'umorismo, spesso autoironico, dedicò al tema gay negli anni Settanta il romanzo satirico-camp Il ballo delle checche e collaborò col periodico gay parigino Gai Pied. I fumetti nati da tale collaborazione sono stati raccolti e tradotti in Italia col titolo Il fantastico mondo dei gay (e delle loro mamme).

Voto 7 + 

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