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  20/10/2017 - 21:57

 

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Teatro dei Giovani di Spalato
Compie 70 anni
Fu fondato nel Sinai, nel 1944
dall'Associazione Artistico-Culturale per i Ragazzi, che si chiamava I marinai di Tito

 




                     di Sandro Damiani


Jugoslavia, Dalmazia, autunno del 1943. L'offensiva nazifascista e cetnico-ustascia minaccia di sfondare le forze partigiane, a difesa delle popolazioni civili dell'area spalatina. Il comandante, Josip Broz Tito ordina l'evacuazione: decine di migliaia di donne, vecchi e bambini vengono caricati su navi, barconi, natanti di fortuna: destinazione, le isole di fronte e a sud della città di Diocleziano: Solta (Šolta), Brazza (Brač), Lesina (Hvar), Lissa (Vis), Curzola (Korčula). Il nemico è deciso a fare un'ecatombe della popolazione civile, che sin dagli inizi della guerra si è schierata con i partigiani titini. Ma nemmeno le isole sono sicure. Il Maresciallo chiede aiuto agli inglesi: portiamo la gente al sicuro, nei territori liberi in Puglia e da qui in Egitto. Tra la fine dell'anno e quello successivo circa trentamila civili si imbarcano per il Sinai, a El Shatt.
Viene allestita una mega-tendopoli, in pratica una città, con tutto ciò di cui essa ha bisogno: tende-appartamenti per una, massimo due nuclei famigliari, asili, scuole ambulatori, un ospedale, una chiesa, palestre e campi da gioco, centri sociali, il cimitero. E si da' anche vita a un sodalizio ricreativo: l'Associazione Artistico-Culturale per i Ragazzi, che si chiama "I marinai di Tito". La vita nella tendopoli è organizzata e diretta dal Partito comunista jugoslavo, con la supervisione britannico-americana.
Le prime esibizioni dei "Marinai di Tito" sono di carattere musicale e folcloristico. Dopo due mesi, i bambini e i ragazzi formano una compagnia teatrale; ovviamente gli spettacolini sono dedicati ai più giovani, si tratta di recite con tanto di scenografie e costumi. Piacciono talmente alle autorità alleate che vengono messe in piedi delle vere e proprie tournée: al Cairo, a Suez, ad Alessandria, per la popolazione giovanile locale.
Terminata la guerra, poco più di un anno dopo – nel frattempo sono nati circa mille dalmati egiziani, tra cui Lordan Zafranović, cineasta tra i più famosi della ex Jugoslavia e della Croazia: tra l'altro, negli anni Ottanta parecchie sue pellicole sono passate dalla Mostra di Venezia, da Cannes, da Berlino – il rientro...
Ovviamente, la grande comunità di El Shatt si sgretola, essendo composta da gente che viveva, e torna a vivere, nelle proprie case sulle isole e nei paesini intorno e a Spalato. Dato che il grosso dei componenti l'associazione artistico-culturale provengono dal capoluogo, il Comune reperisce uno spazio in cui far continuare l'attività e pochi anni dopo (la ricostruzione è lunga e faticosa) il sodalizio viene istituzionalizzato. Fino al 1991, esso conserva il vecchio nome. Dal 1992 si chiamerà Teatro dei Giovani di Spalato – Kazalište Mladih Split.
Dagli anni Cinquanta in poi, il teatro produrrà ogni anno dai tre ai quattro spettacoli a stagione, aprirà varie sezioni tra cui una scuola di recitazione per bambini e ragazzi, sicché esso diverrà il trampolino per decine e decine di giovani intenzionati a "fare" teatro. Spalato, nel frattempo, dispone di una compagnia stabile, che insieme al complesso di ballo e a quello operistico formano il Teatro Nazionale cittadino. Dato che sono assai rari i professionisti della scena che vogliano lasciare Zagabria, Belgrado, Sarajevo, Fiume – tanto per fare alcuni nomi di importanti centri teatrali del Paese – l'ente cittadino si "rifornisce" di attori e attrici dal Kazalište Mladih... e vi arrivano numerosi giovani, che in pochi anni daranno lustro non solo alla scena spalatina, ma al teatro e al cinema jugoslavi.
Oggi, il Teatro dei Giovani di Spalato conta una trentina di membri in pianta stabile (la metà sono attori), ha la sede nel centro città, uno spazio che può contenere circa 250 spettatori, laboratori scenotecnici e sartorie. Mette in scena cinque prime a stagione, con spettacoli per ragazzi e per adulti: da' parecchio spazio alla drammaturgia contemporanea croata e internazionale; e continua ad essere un valido "polmone" sia per il Teatro Nazionale che per la ricca scena off. Organizza numerosi laboratori, specie per i più piccoli, ma anche di "educazione al teatro" per i grandi. Al 60% e' sovvenzionato dal Comune, i ricavi dallo sbigliettamento arrivano fino al 30%, il resto perviene da donazioni e pubblicità.

Voto 8 

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