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  23/06/2018 - 17:57

 

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Ubu Roi
Di Alfred Jarry
Regia Roberto Latini, musiche e suoni Gianluca Misiti,scena Luca Baldini, costumi Marion D’Amburgo, luci Max Mugnai. Con Roberto Latini e con Savino Paparella, Ciro Masella, Sebastian Barbalan, Marco Jackson Vergani, Lorenzo Berti, Guido Feruglio, Fabio Bellitti
Produzione Fortebraccio Teatro, con la collaborazione del Teatro Metastasio Stabile della Toscana, al Teatro Fabbricone di Prato, sabato 5 aprile alle 21 e domenica 6 aprile 2014 alle 16

 




                     di Giovanni Ballerini


"Per me, da Jarry inizia il Teatro contemporaneo. Gli Ubu sono un’alterazione e una capacità insieme. Dalla loro comparsa sulla scena si può stabilire un punto di non ritorno. E quindi anche di ripartenza, o partenza nuova".
Difficile non essere d’accordo con Roberto Latini che firma la regia ed è in scena con questo Ubu Roi di Alfred Jarry, prodotto da Fortebraccio Teatro in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana che, il grande successo del 2012, prosegue la sua tournèe per il terzo anno consecutivo in Italia e all’estero. Dopo infatti le due rappresentazioni del 5 e del 6 aprile 2014 al Fabbricone di Prato, lo spettacolo sarà a Torino, per poi dirigersi verso Bogotà per essere presentato al XIV Festival Iberoamericano de Teatro. Una bella soddisfazione per gli interpreti che, oltre a Latini, sono Savino Paparella, Ciro Masella, Sebastian Barbalan, Marco Jackson Vergani, Lorenzo Berti, Guido Feruglio, Fabio Bellitti e per gli altri artefici del successo dello spettacolo, cioè Gianluca Misiti per le musiche e i suoni, Luca Baldini per le scene, Marion D’Amburgo per i costumi e Max Mugnai per le luci.
"Mentre ci si affannava ad accompagnare il teatro alla vita e a ricomporre tutte le sfumature dei velluti del Teatro intanto borghese, Jarry è riuscito a ricondurci al Teatro, a riconvocarci, proponendo delle figure e una modalità di relazione tra testo e scena assolutamente contemporanei – sottolinea Roberto Latini -. Jarry propone una nuova convenzione, più che moderna, dentro l’assolutezza che soltanto i classici riescono a determinare. Ubu apre la strada al Teatro del Novecento”.
Datato 1896, Ubu Roi è la definizione di un processo di teatralizzazione unica: un gioco che diventa spettacolo per marionette e poi occasione scenica per riflessioni sulla natura dell'arte teatrale. Il tempo, l’arte intorno all'arte e tutto ciò che è il teatro degli ultimi cent’anni, hanno reso possibile ricollocare Jarry tra Pirandello e Beckett, ammettendolo all'assolutezza che gli compete e quindi, come rispondendo ad un reclamo, farci i conti. Ubu Roi è ormai un classico del teatro mondiale, come Edipo o Amleto, capace cioè di superare se stesso e mettersi a disposizione dell'occasione teatro che ogni appuntamento scenico rappresenta.
"Sono sempre stato convinto che quanto proposto dalla scena difficilmente riesca a stare al passo con i cambiamenti che avvengono in platea. Voglio dire che la velocità di trasformazione, di evoluzione, del pubblico, i gradi, come conquista, della comunicazione e ogni altra relazione che si stabilisce tra lo spettacolo e il pubblico, sono più in avanti di quanto generalmente lo spettacolo riesca a proporre – conclude Roberto Latini -. Jarry, insieme a pochi, pochissimi altri, è riuscito invece a darci un appuntamento dentro il futuro prossimo, spostando il luogo dell’incontro dalla convenzione stabilita alla relazione possibile. La patafisica, o scienza delle soluzioni immaginarie, è una parola che da sola può essere sinonimo di Teatro".

Voto 8 

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