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  18/10/2017 - 16:32

 

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Clôture de l’amour
Testo e regia di Pascal Rambert
Scoppia a meraviglia la coppia Luca Lazzareschi e Tamara Balducci. Traduzione Bruna Filippi, scene Daniel Jeanneteau
Produzione Emilia Romagna Teatro dal 13 al 15 dicembre 2013 al Teatro Metastasio di Prato, dal 7 al 9 gennaio 2014 al Teatro di Casalecchio di Reno, dal 10 all’11 gennaio 2014 al Teatro degli Atti di Rimini, dal 15 al 19 gennaio 2014 al Teatro Duse di Genova

 




                     di Giovanni Ballerini


presentazione Clôture de l’amour
recensione Clôture de l’amour


Da qualche anno ha ripreso vigore ed è in gran voga il teatro di testo. Ma, a dispetto di quanto ci si possa immaginare, la maggior parte delle compagnie preferisce rielaborare i testi classici (o almeno quelli molto conosciuti), piuttosto che scovare qualche novità drammaturgica di qualità. Va decisamente controcorrente Pascal Rambert.
Il regista, coreografo, drammaturgo e filmaker francese, classe 1962, che dal 2007 guida e ha trasformato in un centro nazionale di creazione contemporanea il Théâtre de Gennevilliers (T2G), che ha realizzato un intrigante testo che vive a meraviglia nell’interpretazione di un duo. Stiamo parlando di Clôture de l’amour, lo spettacolo che debuttò al Festival di Avignone nel luglio del  2011 (ricevendo due prestigiosi riconoscimenti: Miglior creazione di un testo teatrale in lingua francese e Gran premio della drammaturgia) è già stato tradotto in nove lingue e continua ad essere rappresentato in tutto il mondo con successo. La versione italiana prodotta da Emilia Romagna Teatro (traduzione di Bruna Filippi), che ha ricevuto la nomination per il Premio Ubu 2013, vede brillanti protagonisti i bravi Luca Lazzareschi e Tamara Balducci. La coppia scoppia, ma questo spettacolo che racconta la fine di una relazione, il disintegrarsi di un amore, funziona a meraviglia. Merito, come dicevamo, di un testo moderno e ficcante, come quello firmato dal regista nizzardo, ma anche dell’intensità dei due protagonisti che nei due monologhi che si susseguono (senza mai incrociarsi) riescono a essere credibili, intensi, emotivi, senza mai esaltare troppo i toni, senza mai far gridare il proprio sdegno verso l’altro. Tamara, perlopiù di spalle nella prima parte dello spettacolo, è bravissima a incassare l’invettiva di Luca. Ma reagisce con classe e diventa sferzante, come un fiume in pierna, quando arriva il suo momento di parlare.
Nel mezzo un coro, che cambia di città in città, che ha il compito di passare il testimone fra un protagonista e l’altro con una canzoncina che sdrammatizza la situazione o comunque fa spostare lo sguardo dello spettatore, prima che arrivi il secondo fendente amoroso, quello femminile. L’amore di cui si parla viene tratteggiato e diventa sempre più a fuoco grazie allo sdegno e allo sconforto dei due ex innamorati: Lazzareschi, che con un certo cinismo non vede l'ora di chiudere una storia che per lui è diventata un peso, gli risponde la Balducci con amarezza e grande determinatezza. Entrambi riescono a meraviglia a coinvolgere lo spettatore evocando la loro verità su un amore che si sta disintegrando, ma in realtà evocando sentimenti veri, riflessioni amorose contemporanee. Una bella prova d’attore in uno spettacolo essenziale, ma anche perfetto da ogni punto di vista, dalla regia alla drammaturgia di Pascal Rambert alle candide scene i Daniel Jeanneteau.  
"Il mio lavoro è ispirato da elementi della realtà perché sono un grande ascoltatore - Dice Pascal Rambert -. Il mio appartamento è al primo piano e molto spesso ascolto quello che dicono i passanti. In quel momento divento un registratore umano: tra tutto quello che ho ascoltato ci sono spesso momenti di separazione, momenti che ho dovuto affrontare personalmente tre o quattro volte. Tuttavia, per questo testo, non mi sento coinvolto dal punto di vista autobiografico. Quello che volevo descrivere era l'idea della separazione, non una delle mie separazioni. Quello che importa è la lingua che scappa, che fugge, che si ripete, la lingua che racconta la violenza di una situazione che la maggior parte di noi un giorno o l'altro si trova ad affrontare."

Voto 8 

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