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Appuntamento a Londra
Di Mario Vargas Llosa
Regia di Maurizio Panici
Con David Sebasti, Pamela Villoresi, traduzione Ernesto Franco, scene Franceso Ghisu, costumi Lucia Mariani, musiche Germano, Mazzocchetti, luci Emiliano Pona, video Andrea Giansanti
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L’elogio delle varie e possibili
strade dell’amore, del sesso, dell’eccitazione dove la “normalità” e la
“deviazione” vanno a braccetto, di pari passo con lo stare bene con se stessi,
senza rimpianti, rimorsi, soprattutto frustrazioni. Questo “Appuntamento a
Londra” dello scrittore sudamericano Vargas Llosa (presentato con successo al Festival di Spoleto 2009, arriva sul palcoscenico del Teatro Giotto di Vicchio
il 2 febbraio 2010 alle 21.15, mentre alle 18 alla
biblioteca incontro con la protagonista Pamela
Villoresi) mette sul piatto, in un continuo andamento da strategia di
scacchi, le infinite possibilità tra i due sessi, nell’evoluzione di un
rapporto di coppia. Un manager che lavora nell’alta finanza londinese riceve la
visita di una misteriosa signora, che si rivelerà la sorella, a lui
sconosciuta, dell’amico d’infanzia. I due compagni di giochi non si incontrano da molti anni. Il discorso, nell’attico
spigoloso dalle grandi finestre, un loft dove dominano il rosso passione e il rosa femmina, dalle pareti oblique e storte, inevitabilmente
si trascina e si sposta tra la vita precedente e l’attuale. L’uomo e la donna
sono ora in contrasto, adesso si attraggono, ora in competizione, adesso sul
punto di baciarsi. Ma c’è qualcosa che li frena. Si potrebbe dire che viene messo in scena quello che sarebbe accaduto se, in un gioco-vortice di passione e repulsione. Una “strana”
coppia sul palco: la Villoresi è la signora in rosso, bella e dalla voce cavernosa da trans, che arriva a sconvolgere la vita dell’uomo
d’affari perennemente insoddisfatto, l’elegante David Sebasti, la regia di Maurizio Panici. Il trio aveva già lavorato assieme nella piece “Marlene”. I ruoli si scambiano tra sogno e realtà. Ogni scena è sospesa in un’atmosfera fumosa trasognante ed i colpi di scena
sorprendono, affascinano, sbalordiscono, fino all’ultimo quadro. Come dire che
è impossibile sfuggire alla propria ombra, alle proprie pulsioni e desideri, anche se la società li ritiene sconvenienti ed al
limite dell’indecenza. Una piece che rivendica l’orgoglio della libera scelta, che l’amore non ha sesso né giustizia né normalità. Info: 055.844460; www.teatrogiotto.it
Voto
7
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