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  14/06/2024 - 05:23

 

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Addio Gori
Alessandro Benvenuti e Ugo Chiti
Diretto e interpretato da Alessandro Benvenuti, che si confronta con Scanner
L’ultimo episodio della trilogia della famiglia Gori fu proposto nel 2006 in prima nazionale al Teatro Manzoni Pistoia, il cult Benvenuti in casa Gori torna da martedì 17 a mercoledì 18 aprile 2018 torna al Teatro di Rifredi

 




                     di Tommaso Chimenti


Si conclude la trilogia della famiglia Gori da Pontassieve. Ancora un monologo, ancora Alessandro Benvenuti sul palco ad interpretare tutte le voci, ancora coadiuvato alla scrittura del testo da Ugo Chiti. Il primo episodio era del 1986, il secondo dell’‘89 (insieme hanno collezionato in venti anni oltre 700 repliche), il terzo arriva a distanza di diciassette anni:

“Il primo “Benvenuti in casa Gori” (che da martedì 17 a mercoledì 18 aprile 2018 torna al Teatro di Rifredi) lo scrivemmo in due pomeriggi, per il “Ritorno” ci sono voluti quattro giorni; per quest’ultimo capitolo della saga, “Addio Gori”, ce ne sono voluti quindici, chiusi in un agriturismo sopra Castellonchio”.

E’il compimento di una promessa: “Era da una vita che io e Ugo ci dicevamo che la trilogia andava chiusa”. Benvenuti è in tournee con ben nove spettacoli tra i quali i tre “Gori”, “Come due gocce d’acqua”, il nuovo, ancora in forma di lettura scenica “Me medesimo” (presentato quest’estate a Volterra Teatro), “L’Atletico Ghiacciaia” (scritto proprio come studio sul personaggio di Gino in previsione dell’Addio). Per dedicarsi ancora di più al palcoscenico ha abbandonato la direzione artistica del Teatro Puccini di Firenze e del teatrino di Caviglia, assumendo invece per qualche anno quella del ristrutturato Teatro Dante di Campi Bisenzio, che attualmente dirige artisticamente Andrea Bruno Savelli.
Il titolo provvisorio di “Addio Gori”, il 27, 28 e 29 ottobre 2006 al Manzoni, era “La solitudine di Gino”.

In scena in un assolo l’ex Giancattivo: “Sarò in smoking perché è un abito neutro, da cerimonia. Siamo nel 2006. Il nonno Annibale è morto all’età di 103 anni il 25 dicembre del ’03, Adele è deceduta nell’episodio precedente, Danilo (che era interpretato dal “bestemmiatore” Ceccherini) ora ha 40 anni, Luciano e Sandra ancora non si sono separati, la loro figlia Samantha ne ha invece 22 e l’indomani si sposa, con Mirko militare di carriera in partenza per l’Iraq, nello stesso giorno del compleanno di Gino che ne fa 83”.

In quest’ultima trance, quella definitiva, ritornano tutti e dieci i personaggi nati nelle altre due puntate più alcune aggiunte: “Abbiamo promosso la migliore amica dell’Adele, la Fosca con il figlio ritardato Faustino, abbiamo fatto parlare le due pettegole, la Zoe e la Raissa, che mi ricorda una signora della mia infanzia l’Elda del Bruscantini, Arturino, figlio di Danilo, che commercia materiale illegale su internet e non parla mai, Mirko, marito di Samantha, che tartaglia, il Capitano Spanu, il militare sardo che sposerà i due giovani in tuffo da un bungee jumping, Lierka, in onore della sorella della Rita Rusic (ex di Mario Cecchi Gori)”.

Alle spalle di Benvenuti c’è tutto il team dei “Gori”: le musiche sono di Patrizio Fariselli, le luci di Maurizio Viani, Chiara Grazzini è l’aiuto regista. “Addio non è triste – dice entusiasta ed emozionato di questa nuova creatura – un po’ amara, forse più aspra, ma nel finale il tono è più leggero, poetico, lirico e pieno di commozione con l’incontro tra le anime di Gino, Adele e Annibale”.

Ad animare le tre piece è sempre una vigilia: “Nel primo si era alla vigilia di Natale, nel secondo alla veglia funebre di Adele e qui nel terzo nella notte prima del matrimonio di Samantha”.

Avete già pensato ad una possibile futura trasposizione sul grande schermo?

“Per adesso non abbiamo messo in questo testo la malizia di “Ritorno in casa Gori” quando avevamo già avuto una buona risposta dal pubblico sia in teatro che a livello cinematografico”.

Quali attori teatrali ti piacciono?

“Seguo Alessandro Bergonzoni, Haber, Scimone e Sframeli, ho visto gli spettacoli dentro la compagnia della Fortezza di Punzo, mi piacciono le Ariette ed i Motus”.

Ci sono compagnie che mettono in scena i tuoi Gori?

“Eccome. E' capitato che ci fossero in giro cinque Gori non miei: nel 2007 ce n'erano due a Firenze, uno a Pisa, uno ad Udine ed uno addirittura ad Amsterdam”.

Voto 8 

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