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  17/12/2018 - 20:43

 

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Una scomoda verità
Regia di Davis Guggenheim
Cast: Al Gore; documentario; U.S.A.; 2006; C.
Quando il mondo ha la febbre...

 




                     di Paolo Boschi


Il documentario di Davis Guggenheim è la traslazione sul grande schermo delle conferenze che l’ex vicepresidente americano Al Gore dopo la scottante sconfitta alle presidenziali del 2000 ha iniziato a portare in giro negli Stati Uniti e in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema del Global Warning, il riscaldamento globale, che minaccia di cambiare il volto del pianeta in un futuro pericolosamente prossimo. Si tratta a tutti gli effetti di un one man show in versione cinematografica: Al Gore da attore consumato si presenta come “l’ex futuro presidente degli Stati Uniti”, precisando poi che in effetti non c’è niente da ridere, anche se più volte nel corso delle varie fasi della sua efficacissima presentazione si servirà del grimaldello di una sottile ironia per rilevare la politica autodistruttiva del proprio paese – e in particolare dell’amministrazione Bush, rea di aver rifiutato la ratifica del Protocollo di Kyoto e d’aver avviato una campagna informativa assai distorta sui pericoli del riscaldamento globale –. Una scomoda verità concede agli spettatori qualcosa a livello umano rivelandoci la genesi dell’impegno di Al Gore: la formazione della sua coscienza ambientalista durante i suoi anni da brillante studente a Harvard, a seguire le lezioni di Roger Revelle, il primo scienziato a misurare la concentrazione di CO2 nell’atmosfera; la sua appassionata denuncia di giovane politico per trovare una soluzione al riscaldamento globale, una disgrazia personale piuttosto recente che ha reso il suo impegno più forte che mai, soprattutto dopo la sconfitta elettorale del 2000. Un grafico dopo l’altro, tabella dopo tabella, la scomoda verità emerge con un’evidenza incontrovertibile: la corsa dissennata verso il profitto a tutti i costi oltre a bruciare le risorse del pianeta lo sta avviando verso la distruzione, e i principali responsabili siamo proprio noi, gli esseri umani. La nostra pressione sull’ambiente circostante è più o meno triplicata dalla metà del secolo scorso, e con essa è aumentata a dismisura anche l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera – che nell’economia del pianeta è una pellicola assai sottile e sempre più fragile negli ultimi decenni –, con relativo aumento del cosiddetto “effetto serra”: a causa del crescente inquinamento l’atmosfera del pianeta trattiene una parte dei raggi infrarossi creando di fatto una sorta di ‘serra’ globale. Tale fenomeno è evidente in particolare ai due poli, dove la temperatura rispetto all’Equatore aumenta in proporzione di 1 a 12: la perdita di spessore delle calotte polari ne riduce la funzione di specchio per le radiazioni solari. La diretta conseguenza di tale stato di cose è un innalzamento delle acque oceaniche che minaccia cento milioni di persone residenti in città e aree costiere. Al Gore prosegue poi mettendo in rilievo i numerosi effetti collaterali del riscaldamento globale: lo scioglimento dei ghiacci antartici ed artici, ad esempio, per la loro minore salinità potrebbero interrompere la Corrente del Golfo causando un brutale calo delle temperature nell’Europa settentrionale. Il politico americano evidenzia inoltre la progressiva diffusione di tifoni e uragani in zone che fino a quindici anni fa non ne erano interessate, come pure rileva la sempre più preoccupante estensione delle aree soggette a desertificazione. Una scomoda verità si conclude con un’esortazione alla speranza: siamo ancora in tempo a risolvere il problema, basta averne la volontà politica ed avviare un’azione comune coordinata a livello internazionale. Nel frattempo potremmo mettere in pratica i semplici ed utili consigli impartiti con i titoli di coda: i grandi cambiamenti globali che il pianeta attende iniziano dalla coscienza ecologica di ogni bambino.

Una scomoda verità - An inconvenient truth, regia di Davis Guggenheim, con Al Gore; documentario; U.S.A.; 2006; C.; dur. 1h e 40’

Voto 7/8 

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