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  13/06/2026 - 14:53

 

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Festival del Cinema di San Sebastian - Donostia
Il prestigioso palcoscenico basco
Da 56 anni consecutivi accattivanti piatti di cinema
Dal 18 al 27 settembre 2008 a San Sebastian

 




                     di Matteo Merli


Uno dei festival più importanti prima dell’avanzata autunnale si trova in Spagna e come ogni anno, propone un cartellone pieno di vitali sorprese. Certamente la concomitanza di Venezia e Toronto non aiuta, e tre manifestazioni di questa entità cozzano l’uno con l’altra in questi periodi di tempo ristretti, ma alla fine il prestigioso palcoscenico basco, propone accattivanti piatti di cinema. Con la retrospettiva classica dedicata al nostro Mario Monicelli, con quella contemporanea a Terence Davies e quella tematica alle pellicole noir giapponesi, possiamo ammirare la vastità delle offerte collaterali, senza dimenticare la sezione Velodrome e Zablategi, con innumerevoli film da scoprire; Made in Spain e Horizontes Latinos, per spingersi a guardare dentro il mondo latino nella sua completezza. Immancabile la sezione ufficiale del concorso, con tre film spagnoli in gara Tiro en la cabeza, terzo lungometraggio di Jaime Rosales, vincitore all'ultima edizione dei Goya, conquistando i premi per il miglior film, il miglior regista e la rivelazione maschile con La soledad; Il comico e regista spagnolo Javier Fesser concorre con il suo terzo lungometraggio, Camino; mentre Belén Macías presenta la sua opera prima, El patio de mi cárcel, con un cast di attrici note come Blanca Portillo, Candela Peña e Verónica Echegi. Poi ci sono El nido vacío dell'argentino Daniel Burman, unico esponente dell'America latina nella competizione principale, La belle personne di Christophe Honoré e Louise-Michel di Benoît Delépine e Gustave Kervern per la Francia, il danese Kristian Levring con Den du frygter, mentre l’assiduo frequentatore dei concorsi festivalieri, il britannico Michael Winterbottom presenta Genova, poi: Pandoranin Kutusu di Yesim Ustaoglu, Still walking di di Kore-eda, Tropic Thunder di Ben Stiller, Dream di Kim Ki-duk, Frozen River di Courtney Hunt e Laila’s birthday di Rashid Masharawi. La variopinta giuria del Festival di San Sebastian, composta dal presidente Jonathan Demme (USA), Michael Ballhaus (Germania), Martina Gusman (Argentina), Masato Harada (Giappone), Nadine Labaki (Líbano), Clare Peploe (UK), Leonor Watling (Spagna) ha spiazzato tutti, attribuendo la Concha de Oro al film Pandora's Box, della regista turca Yesim Ustaoglu. Concha de Plata al miglior regista per Michael Winterbottom per il suo Genova, mentre la menzione speciale della giuría è andata al film iraniano Two Legged Horses di Samira Makhmalbaf. Doppio premio per El nido vacio di Daniel Burman, che porta a casa miglior attore (Oscar Martínez) e miglior fotografía. Il premio alla migliore attrice è stato attribuito ex-equo a Melissa Leo per Frozen River (USA) e alla veterana Tsilla Chelton per Pandora's Box, dimostrando l’ottimo livello delle interpretazioni femminili di quest’anno. Premio Donostia alla carriera a Meryl Streep e Antonio Banderas. Quello che ha reso perplesso l’opinione pubblica e non aver ritenuto degno di premi, i film che rimarranno nella memoria di questa edizione, che sono: Aruitemo, aruitemo (Still walking) di Kore-eda Hirokazu, La belle personne di Christophe Honoré, Bi-Mong (Dream) di Kim Ki-duk, Eid Milad Laila (Laila’s Birthday) di Rashid Masharawi. A parte tutto San Sebastian rimane un gradito appuntamento cinematografico pieno di allettanti sorprese e percorsi alternativi.

Voto 7 

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