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  25/04/2024 - 12:44

 

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Notting Hill
Regia di Roger Michell
Cast: Julia Roberts, Hugh Grant, Hugh Bonneville, Emma Chambers; commedia; Usa/Gran Bretagna; 1999; C

 




                     di Paolo Boschi


Notting Hill
L'amore fatale
Il buongiorno del mattino


Ha il suo destino scritto nel cognome: lo hanno definito il Cary Grant degli anni Novanta, in realtà Hugh Grant rischia di diventare semplicemente il nuovo Cary Grant , visto il suo impeccabile phisique du rôle di personaggio da commedia, poco adatto ai ruoli drammatici (come pure comici in senso stretto), ma perfetto per il mélange sentimental-ironico supportato dall'irresistibile appeal britannico che lo rese famoso nel fortunatissimo ruolo di Quattro matrimoni e un funerale , una delle commedie inglesi più riuscite dell'ultimo decennio. In Notting Hill la magica miscela si ripete, anche stavolta incrementata dall'intreccio sentimentale tra un inglese ed un'americana, non dall'indubbio fascino di Andie McDowell ma dalla simpatia capricciosa di Julia Roberts , semplicemente perfetta nella parte di se stessa - o almeno in quella nella quale è stata cristallizzata dall'immaginario del suo pubblico -. Notting Hill , già atteso come uno dei successi annunciati della stagione cinematografica - anche sull'onda del notevole afflusso di pubblico all'uscita negli States -, conferma brillantemente tutte le promesse. Il film è incentrato sulla classica domanda da un milione di dollari: può l'attrice più famosa del mondo innamorarsi di un uomo normale? E' più o meno quel che accade alla 'divina' Anna Scott quando, trovandosi a Londra per promuovere l'ennesimo successo, entra casualmente nel negozio di libri di viaggi di William Thacker a Notting Hill , lo rincontra nuovamente qualche minuto dopo e continua a pensare al normalissimo libraio nonostante l'incontro leggermente surreale. Prevedendo una relazione impossibile (perché già sperimentata), l'attrice chiede a William di non raccontar niente di quanto è successo, ricevendo la naturale rassicurazione: "Forse a volte lo racconterò a me stesso, ma non preoccuparti, non ci crederò neanch'io". Al contrario - e come il genere richiede - il rapporto continua: lui le fa conoscere la sua assortita compagnia di amici (del tutto 'normali'), si lasciano, provano a rincontrarsi, rinasce la fiamma per spegnersi nuovamente. L'happy ending sentimental-consolatorio con inevitabile conclusione ai fiori d'arancio è rigorosamente imposto da copione, mentre non è affatto scontato l'iter scelto da Roger Michell per arrivare al finale. La forza di Notting Hill sta tutta nell'alchimia che si produce tra il notevole ritmo narrativo e la maniacale cura dei dettagli, evidente anche nel lavoro di sceneggiatura: ogni personaggio ha infatti una sua logica ed una propria particolarità nel quadro d'insieme - impossibile non citare al riguardo la figura di Spike, il coinquilino di William, 'strano' in modo spettacolare -. Allo stesso tempo la storia presenta allo spettatore una vera e propria miriade di battute condite con dosi massicce di humour britannico, e non ne viene sprecata una sola, vanno tutte a segno, abilmente orchestrate da Roger Michell , regista di rigorosa formazione classica (di lui si ricorda per ora Persuasione del 1996) presso la prestigiosa Royal Shakespeare Company. Tra le scene da ricordare sicuramente quella in cui Grant si produce in un'inedita e prolungata performance da 'competente' critico cinematografico della rivista "Cavalli e Segugi". Una commedia dichiaratamente sentimentale (e molto divertente) senza messaggi significativi da spedire al mondo: soltanto una commedia, certo, ma in cui tutto gira per il verso giusto, semplicemente perfetta.

Notting Hill, regia di Roger Michell, con Julia Roberts, Hugh Grant, Hugh Bonneville, Emma Chambers; commedia; Usa/Gran Bretagna; 1999; C.

Voto 7½ 

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