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  20/11/2017 - 11:08

 

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Marilyn (My Week with Marilyn)
Regia di Simon Curtis
Nei panni della Monroe una bravissima Michelle Williams. Nel cast di questa riuscita metafora sulla condizione dell’attore (cinematografico e teatrale) anche Kenneth Branagh, Eddie Redmayne, Julia Ormond, Emma Watson, Judie Dench, Dougray Scot
Distribuzione Lucky Red, 2012

 




                     di Giovanni Ballerini


Non lasciatevi forviare dal titolo, Marilyn, il film che Simon Curtis ha realizzato a cinquant’anni dalla morte dell’attrice, non è la solita storia imperniata sulla tormentata vita dell’icona Monroe, ma un frammento, un tranche de vie che rivela, con poche, azzeccate pennellate, il carattere, la fragilità, gli slanci e il destino di questo mitico personaggio. E non solo. La pellicola, oltre ad essere una vivida dichiarazione d'amore per Norma Jeane Baker, è infatti una riuscita   metafora sulla condizione dell’attore e, più precisamente, sul confronto fra attore teatrale e cinematografico, fra show business americano e cultura teatrale inglese a metà degli anni ‘50. Ma allo stesso tempo ci regala un ritratto di Marylin preciso e brillante che ha il pregio di essere lontano dal glamour su cui hanno puntato tante altre opere dedicate alla bionda per antonomasia.
Il film di Curtis, che prende spunto dai due diari scritti da Colin Clark, The Prince, The Showgirl and Me e My Week with Marilyn, è ambientato all’inizio dell’estate del 1956, quando la Monroe, in luna di miele con il marito, il drammaturgo Arthur Miller, vola in Inghilterra per prendere parte alla lavorazione del film "Il principe e la ballerina", diretto e interpretato da Sir Laurence Olivier. Le vicende su quel tormentato set si trasformano in una lente di ingrandimento sulla Marilyn-personalità, per carpire ciò che c’era dietro l’immagine di questa diva, fin dagli inizi. E’ un gioco degli specchi che all’assonanza fisica preferisce quella dell’anima. La parte di Marilyn è affidata a una bravissima Michelle Williams, una Marilyn credibile eppure fuori dagli schemi (non a caso grazie a questa interpretazione ha conquistato il Golden Globe 2012). La giovane attrice americana, che ha bucato lo schermo interpretando Jen Lindley nella serie televisiva Dawson Creek, riesce a meraviglia a fare sue le movenze, gli atteggiamenti della Monroe. Scatenando l’empatia con il personaggio che interpreta. La somiglianza fisica passa in secondo ordine rispetto alla scommessa di ricreare la personalità, la fragilità emotiva, i tic, le illusioni, le pretese, lo charme naturale e i modi di fare di una giovane diva già insicura e famosa. Bravi anche Kenneth Branagh nei panni di Sir Laurence Olivier ed Eddie Redmayne in quelli di Colin Clark, ma anche gli altri interpreti (da Julia Ormond a Emma Watson, da Judie Dench a Dougray Scott) sono maestri nel ricreare l’ambiente culturale e sociale del periodo.

Voto 8 

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