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  10/02/2012 - 15:54

 

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La lingua del santo
Regia di Carlo Mazzacurati
Cast: Fabrizio Bentivoglio, Antonio Albanese, Isabella Ferrari, Marco Paolini; commedia; Italia; 2000; C

 




                     di Paolo Boschi


La lingua del santo
L'amore ritrovato


Si incontrano casualmente nel buio di una scuola Antonio e Willy, entrambi arrivati lì per vie traverse per rubare qualcosa e tirare avanti: i due si conoscono da prima, essendo entrambi avventori del più abbordabile ritrovo di Padova, il bar Antille, ma da quel preciso istante i due protagonisti de La lingua del santo si riconoscono come compagni di sventura e decidono di fare causa comune, diventando una coppia inseparabile. I due uomini sono entrambi sconfitti dalla vita, due quarantenni che non hanno saputo farsi largo nella società, privi ormai di referenze per trovarsi un posto sicuro: Antonio era un giocatore di rugby, noto nell'ambiente per fumare anche durante il gioco, ma ormai entra solo per tirare i calci piazzati, al modico compenso di cinquantamila lire a realizzazione. Willy, detto "Alain Delon", invece un lavoro ce l'aveva, era rappresentante di articoli da cancelleria, aveva un bell'aspetto e sapeva parlare, poi non ha retto alla pressione trovandosi in un colpo solo disoccupato e piantato dalla moglie Patrizia, a cui continua a pensare incessantemente, ma senza saper trovare le parole per intrecciare un nuovo dialogo. Le gesta picaresche dei due ladruncoli li portano al classico colpo grosso, realizzato quasi per caso, come ripiego ad una fuga precipitosa: capita infatti che i due mettano le mani sulla sacra reliquia della lingua di Sant'Antonio da Padova. Il rilievo dato al furto dai mezzi d'informazione sconcerta all'inizio Antonio e Willy, quasi convincendoli a restituire la refurtiva, poi, inesorabilmente, nel duo sorge l'idea di sfruttare la cosa come un personale mezzo di rivalsa sociale. Mazzacurati dirige a ritmo blando e condiscendente la piccola grande avventura di due perdenti rifiutati dal ricco Nord Est ed in particolare da Padova, "un paese che fattura quanto l'intero Portogallo ma dove se non hai i soldi non sei niente": a raccontarcela è la voce fuori campo di un Bentivoglio forse fin troppo calato nella parte di sconfitto in caduta libera (ma graduale) verso il nulla, in stridente contrasto con il ruolo più fisico del suo compare, un ottimo Albanese. Vive di luci ed ombre La lingua del santo, un film che spesso sterza verso l'onirico ed il surreale, dove si ride poco e spesso si sorride amaramente, e nel quale riveste un ruolo fondamentale anche l'ambientazione della laguna, tra elegiaco e malinconico, un luogo dove l'acqua sei ore sale e sei ore scende, incessantemente, come un respiro: il sipario ideale dove i due antieroi tenteranno di giocarsi fino in fondo l'occasione della vita.

La lingua del santo, regia di Carlo Mazzacurati, con Fabrizio Bentivoglio, Antonio Albanese, Isabella Ferrari, Marco Paolini; commedia; Italia; 2000; C.; dur. 1h e 50'

Voto 7 

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