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  25/08/2019 - 00:54

 

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Scanner - cinema
 


Ritratto di Ulrike Ottinger
Johanna d'Arc of Mongolia
...a cavallo di un cammello

 




                     di Riccardo Ventrella


Un culto assoluto del cinema femminista, da una regista uscita direttamente dalla fucina del giovane cinema tedesco anni'70. Un treno che percorre la Transiberiana viene bloccato da una tribù di cavallerizze mongole, che prendono in ostaggio le sette donne europee che viaggiano sul convoglio… ben presto, il rapimento si trasforma in una piacevole vacanza, sperduta nel profondo delle steppe. Ulrike Ottinger mette insieme di tutto un po': c'è il senso di una comunanza femminile che sconfina nell'amore, anche platonico, c'è il bisogno di uno sguardo antropologico, siparietti di purissimo cabaret, canzoni, equivoci. Per quasi tre ore, il documentario si alterna al teatrino di varietà, con una ricercatezza assolutamente fuori dal comune, e personaggi che portano nomi simbolici, come lady Windermere (sì, quella del ventaglio) e Ziegfeld (il famoso organizzatore di musical nell'america anni'20 e '30). Accanto a Delphine Seyrig, mitica attrice della Nouvelle Vague e di Alain Resnais, giunta all'ultima interpretazione, la allora giovanissima Inés Sastre, che dopo esperienze da modella lavorerà con Michelangelo Antonioni e Pupi Avati.

Voto 7½ 

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