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  26/05/2024 - 04:32

 

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Gomorra
Regia di Matteo Garrone
Cast: Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Ernesto Mahieux, Salvatore Ruocco; drammatico; Italia; 2008; C.
Dall'omonimo libro di Roberto Saviano

 




                     di Paolo Boschi


Primo amore
Gomorra


Il sistema occulto (ma non troppo) in base al quale vanno avanti le cose nelle zone controllate dalla Camorra in Campania è al centro del fortunato bestseller di Roberto Saviano, un libro sospeso tra romanzo e inchiesta, che Matteo Garrone è riuscito a traslare con efficacia sul grande schermo nell’unico modo possibile: una struttura corale ad incastro che certo per il piglio di denuncia il vecchio Altman avrebbe apprezzato. Dal punto di vista narrativo Gomorra ricostruisce complessivamente i vari aspetti della galassia Camorra, resi attraverso le maschere umane del variegato cast. Le tappe del tortuoso viaggio ordito dal rigoroso autore de L’imbalsamatore e di Primo amore mostrano all’opera le varie tipologie camorristiche: si comincia con delle esecuzioni sommarie in un beauty center, si prosegue illustrando l’aspetto ‘previdenziale’ della Camorra seguendo i movimenti di un contabile che settimanalmente porta alle famiglie degli affiliati finiti dietro le sbarre quanto basta per tirare avanti (che ovviamente non coincide mai con le loro attese), in mezzo troviamo la triste storia di un talentuoso sarto napoletano esperto nel duplicare capi d’alta moda tentato dall’offerta di insegnare la sua arte ai concorrenti cinesi – più per la soddisfazione d’essere riconosciuto coma un maestro del settore che per i soldi –, quindi le gesta estemporanee di due giovani cani sciolti che cercheranno di mettersi in proprio come nei film di gangster americani (finendo inevitabilmente cadaveri, ça va sans dire), poi il violento e simbolico reclutamento di un minorenne da parte da un capo camorrista, infine un allucinante quadro dal sistema illegale che ha reso i territori della Campania un immenso deposito di scorie tossiche del Nord industrializzato, uno scambio criminoso di servizi presentati come legali a clienti comunque consenzienti di smaltire semplicemente a danno della regione con più discariche illegali di tutta Italia. A metà film la nausea interiore è già salita a livelli insostenibili, ai titoli di coda non potrete trattenere il disgusto per un sistema che sconvolge un territorio in cui sembra talmente radicato da non poter essere estirpato. Già lo sforzo letterario di Saviano risulta incoraggiante da questo punto di vista, come indignata presa di coscienza di un sistema illecito ed immorale, anche se il giovane autore sta già pagando sulla propria pelle il suo libro, costretto a girare costantemente sotto scorta. È comunque un film da non perdere e da infliggersi come salvifica presa di coscienza di uno dei maggiori mali Italia di questo presente senza più valori all’orizzonte. Questo allucinante viaggio nella contemporaneità campana è valso al giovane regista romano il Gran Premio della Giuria all’edizione 2008 del Festival di Cannes.

Gomorra, regia di Matteo Garrone, con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Ernesto Mahieux, Salvatore Ruocco; drammatico; Italia; 2008; C.; dur. 2h e 20’

Voto 8 

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