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  18/08/2022 - 15:46

 

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Due partite
Regia di Enzo Monteleone
Cast: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Alba Rohrwacher , Valeria Melillo, Claudia Pandolfi; drammatico; Italia; 2009; C.

 




                     di Paolo Boschi


All’origine di tutto c’è una fortunata pièce teatrale di sole donne scritta e diretta da Cristina Comencini che l’unico uomo del film – che non si vede perché si tratta del regista Enzo Monteleone – ha traslato sul grande schermo. Dal palcoscenico alla celluloide le quattro attrici si sono raddoppiate suddividendosi in un quartetto di madri degli anni Sessanta e nel rispettivo quartetto di figlie un trentennio più tardi. L’occasione sociale che innesca il primo appuntamento a quattro è l’abituale partita a carte del giovedì pomeriggio che la padrona di casa Beatrice non trascura mai di giocare con le amiche Claudia, Gabriella e Sofia. Tutte e quattro sono sposate in modo non troppo soddisfacente, tutte sono casalinghe (quasi) disperate: Claudia è l’impeccabile madre di tre figli dell’adultero marito, Sofia è la madre per caso di una figlia indesiderata che l’ha legata per sempre ad un marito che non ama e tradisce con l’amante (che però l’ha lasciata), Gabriella è una pianista di talento che ha sacrificato la carriera alla figlia ed al marito, musicista affermato sempre in tournée; infine c’è Beatrice, incinta e più ingenua delle altre, amante dei libri e sposata con un uomo taciturno che le scrive splendide lettere. Nella stanza accanto le figlie delle prime tre giocano alle signore, infelici come le loro madri, arrabbiate ed insoddisfatte verso i rispettivi compagni, e intanto diventano amiche. Le ritroviamo insieme nella stessa stanza trent’anni dopo, quando il suicidio di una delle quattro mamme le riunisce per un pomeriggio in cui impariamo a conoscerle in contrasto alle rispettive madri degli anni Sessanta. E scopriamo che in effetti l’ottica esistenziale delle quattro figlie è cambiata, ma le cose non sono poi così diverse: la carriera è diventata il punto d’arrivo a discapito della maternità, i rapporti con i compagni di vita sono più paritari, ma l’insoddisfazione di sfondo e la confusione di base permangono, tanto che le strade percorse dalle figlie sembrano le conseguenze naturali delle famiglie in cui sono cresciute. In ossequio alla sua genesi drammatica Due partite è un film logicamente molto teatrale, equamente suddiviso in due riunioni al femminile che suddividono equamente la storia. La regia di Monteleone si limita ad assecondare con discrezione le pimpanti prove attoriali di due generazioni di interpreti a confronto – da segnalare in particolare le prove della Ferrari e della Cortellesi nel primo tempo, della Rohrwacher e della Pandolfi nel secondo –. Le amiche degli anni Sessanta riflettono impietosamente sulla prigione domestica in cui si sono rinchiuse col matrimonio. Le figlie degli anni Novanta vorrebbero essere madri ma non ci riescono, perché perderebbero la carriera cui si sono dedicate per sfuggire all’infelicità materna. Sequenza dopo sequenza vediamo queste otto donne ridere, riflettere, accusarsi, svelarsi, comprendersi in un intrigante spettacolo in rosa. Da vedere.

Due partite, regia di Enzo Monteleone, con Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Alba Rohrwacher , Valeria Melillo, Claudia Pandolfi; drammatico; Italia; 2009; C.; dur. 1h e 34’

Voto 7½ 

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