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  16/12/2017 - 12:12

 

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Scanner - cinema
 


Lorenzo Bianchini
film fuori dagli schematismi
Lo specchio infranto del cinema di genere italiano

 




                     di Matteo Merli


Special Lorenzo Bianchini : ritratto
Special Lorenzo Bianchini : intervista
Special Lorenzo Bianchini : Radice quadata di Tre


Il cinema di casa nostra ha trovato la forza di incanalarsi in percorsi alternativi, attraverso la passione e la competenza di figure artistiche che hanno trovato nelle province remote della penisola il coraggio di avanzare uno sguardo nuovo sul cinema di genere. Non a caso il proliferare del digitale prospetta una rivoluzione d’insieme a cui i produttori cinematografici dovranno tenere conto, e che permettono a personaggi come Ivan Zuccon o Lorenzo Bianchini di prodursi i loro film fuori dagli schematismi direzionali del sistema istituzionale. Il loro successo è il sintomo che qualcosa è cambiato, potendo ragionare su un cinema a basso budget, costruito con intenti seri, lontano dalla sciatteria della improvvisazione tout court. Anche le realtà locali sono diventate un tassello fondamentale per l’immaginario personale degli autori di provincia e per Bianchini il suo cinema si genera su questa presenza storico e paesaggistica del Friuli per addentrarsi nei meandri oscuri delle sue storie. Lorenzo Bianchini inizia ad operare nell’audiovisivo nel 1997 realizzando il cortometraggio Paura Dentro e l’anno successivo Smoke Allucination, ma è nel 1999 con la presentazione alla Mostre dal Cine Furlan con il mediometraggio I dincj de Lune ( I denti della Luna ), vince il primo premio nella sezione fiction, affermandosi come il primo horror friulano. Già in questa opera il dialetto è usato come elemento in grado di rimarcare la natura regionale della storia, e si svolge attraverso l’incidere gotico delle atmosfere che si appropriano di suggestioni appartenenti ad una maledizione del luogo, dove sembra aggirarsi nelle notte di luna piena un uomo dalle sembianza mostruose. Una giornalista dedita alle leggende regionali, si presenta nel paese per saperne di più, e la verità si presenta sotto spoglie impreviste. Un horror ben calibrato che si misure con le tradizioni del genere con un incidere figurativo ben conscio degli spazi e ritmi narrativi. Il primo lungometraggio, Radice Quadrata di Tre, dimostra un intento universale, allargarsi verso un pubblico maggiore, adottando sempre il dialetto friulano, ma non in stretta osservanza in tutti i dialoghi, collocando principalmente la storia in un unico luogo. Tre studenti si infiltrano in un liceo in piena notte per modificare i loro disastrosi compiti di matematica decisivi per l’esito scolastico dell’anno e rimangono intrappolati nei sotterranei dell’edificio, dove si presentano a loro luoghi di culto demoniaci e presenze inquietanti. La capacità di Bianchini è di riappropriarsi dei codici del genere in una deriva spazio temporale seguita puntigliosamente nella costruzione della suspense, impigliando lo spettatore nell’inquietudine fino alla fine. Un horror semplice e diretto, che ottiene un successo senza precedenti nei cinema di Udine. Il film seguente, Custodes Bestiae, ci riporta ad un classicismo narrativo atto a dipanare il mistero contenente in un quadro e alle diverse sparizioni di chi si avvicina alla verità del suo significato. Bianchini, si misura con i tempi e modi di un cinema dove per prima cosa è importante la scansione degli eventi, utilizzando non più un unico set, ma molteplici, spesso all’aperto, discostandosi dal precedente lavoro. La perizia tecnica dell’insieme è maggiormente controllata rispetto alla prima pellicola, ma questa volta l’eccessivo controllo dei piani visivi, stentano inizialmente a far decollare la storia, per poi trovare il giusto equilibrio verso la risoluzione finale, dove la percezione delle cose si sfalda lasciando il quadro d’insieme per i particolari di una realtà pregna di morte, con una chiusura finale di forte impatto, dimostrando l’attitudine di Bianchini nel non concedersi a risultati di comodo, aggiudicandosi il primo premio al ToHorror-FilmFest di Torino nel 2004. Film Sporco, si presenta come un noir metropolitano, ambientato per le strade notturne di Udine. In questa nuova dimensione il regista friulano si muove con rigore nella creazione di una atmosfera tesa, coadiuvato da un contrappunto musicale efficace nel contributo drammatico. Spariscono le connotazioni horror per lasciare lo spazio all’attualità di una storia che vede quattro aspiranti spacciatori di droga, coinvolti in un gioco da un misterioso killer, pronto ad ucciderli uno a uno. Un thriller sporco, come è sottolineato nel titolo, pregno di una vendetta soffocante, che si libra in un grido di dolore in una notte che ha il sapore del sangue rappreso, in un mondo oramai marcio prossimo ad essere avvolto dalle fiamme dell’inferno. Opera sconnessa, che purtroppo viene in parte soffocata da certi manierismi derivati da dialoghi poco efficaci, abusando in tarantinismi, e da un meccanismo narrativo poco coinvolgente approdando verso un finale facilmente intuibile. A difesa si segnala buoni contrappunti scenici e da alcune soluzioni di regia che dimostrano una evoluzione stilista del Nostro, improntando la messa in scena tra dialoghi in macchina riprese in una notte intera, fotografata con cromatismi contrastanti, esibendo una conoscenza del mezzo cinematografico completa. Purtroppo un copione non altezza e con alcuni interpreti non pienamente in parte, hanno inficiato la riuscita dell’opera, ma ci attendiamo il riscatto nel prossimo film. Lorenzo Bianchini, dopo tre film alle spalle, prodotti con ristrettezze economiche e tecniche, ha dimostrato che la passione di un talento non si esaurisce solo nel cortometraggio, ma ha trovato la strada per realizzare i suoi progetti, trovando sempre di più consensi e svincolandosi dalla produzione coeva digitale. Questo entusiasmo accresciuto intorno al regista friulano, ha coinvolto anche quelli del Centro espressioni Cinematografiche di Udine, che hanno deciso di distribuire sul suolo nazionale le sue opere, partendo da il DVD di Lidris Cuadrae di tre ( Radice Quadrata di Tre ). Se contiamo che il film è stato girato in Mini-Dv il riversamento si presenta discreto nell’impatto video, con una percezione più sgranata per l’immagini buie. I dialoghi sono presenti nell’audio 2.0 comprensibili e con un volume alto che valorizza le atmosfere del film. Extra comprendenti del citato mediometraggio I Dincj de Lune, il dietro alle quinte e il trailer del prossimo DVD, Custodes Bestiae. Chi vuole acquistare il DVD lo può fare su: www.triplavisione.it

Filmografia:

 

1997 – Paura Dentro

1998 – Smoke Allucination

1999 – I dincj de Lune ( I denti della Luna )

2001 – Lidris Cuadrae di tre ( Radice Quadrata di Tre )

2004 – Custodes Bestiae

2005 – Film Sporco

Voto 8 

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