partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


Bollywood Talkies
Di Vanessa Vettorello
Miserachs Barcellona
Curata da Horacio Fernández
FoFu Phot'art
Fucecchio Foto Festival 2015
Il sipario incantato
Il sapore del teatro in mostra
Itinere
Compenetrazioni d’artista
Achille Jachetti
Macelleria.me
Ivo Saglietti
I Demoni
A year of blues
Una mostra fotografica di Mark Abouzeid
Ugo Mulas
La scena dell’arte
Ari Marcopoulos
Always and Never

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  23/06/2018 - 12:37

 

  home>arte > fotografia

Scanner - arte
 


Vivere le Immagini. Robert Capa
Una vita da reporter, fermata da attimi di guerra.
I volti Della Storia.
Esposizione a Milano, Arengario del palazzo Reale.

 




                     di Drago


Ospite a Milano, nelle sale dell’Arengario del Palazzo Reale, la fotografia di Robert Capa si confronta con l’arte contemporanea, facendo assaggiare il fascino e la durezza tipica dei reportage di guerra.

Le immagini di Capa tracciano fin dal principio i contorni di un monumento alla vita ed è tanto strano quanto affascinante parlare delle sue opere. Era una persona che amava la vita; amava la vita che sfuggiva alla guerra, con forza, con fortuna, seguendo destino ed istinto.

Come si può parlare di un foto-reporter come tassello dell’arte contemporanea?

Fin da ragazzo riusciva a vedere in un obiettivo, ad inquadrare la realtà. Hemingwai, fedele amico, scrive di lui come un’inesauribile fonte di carisma: "...Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta a pensarlo morto...".

Fra i suoi amici c’erano Picasso e Matisse, e nel suo passato figura il nome dell’agenzia fotografica che fondò con H. Cartier Bresson, D. Seymour, G. Rodger, W. Vandivert: si chiamava Magnum e presto arrivò ad essere conosciuta anche oltre-oceano.

Robert Capa viveva le sue immagini, per lui erano l’impressione della realtà, quasi come un suo prolungamento. Sosteneva che la guerra non si poteva ritrarre perché essa è soprattutto emozione e nei suoi servizi sul fronte voleva immortalare il trionfo dello spirito umano sulle avversità.

Numerose sono le immagini che ci ha mostrato e che tutt’ora scorrono sotto i nostri occhi. Egli sapeva che le sue stampe sarebbero state viste da migliaia di persone e se ne sentiva responsabile. Il suo modo di "essere arte" si traduceva in una vita a stretto contatto con una dura realtà, per molti da giornale, e proponeva una sincera visione del mondo ammorbidendone l’impatto... quasi sfumando in una singola immagine il soggetto nel suo contesto. Immagini morbide, come quelle di uno dei suoi ultimi servizi, "Sligthly out of Focus" (Leggermente fuori fuoco). Uno scatto veloce che sapeva cogliere il cosiddetto "attimo" nella sua unicità ed irripetibilità, lasciandolo però lasciandolo scorrere nel tempo.

Nelle sale di Milano lo spazio scuro dava risalto a queste finestre sulla storia rendendo omaggio al passato e ad uno dei simboli del reportage di guerra e della fotografia mondana, che amava la vita a tal punto di spegnersi fra le sue immagini. Morendo nella sua realtà.

Amate la gente e fateglielo sapere.
Robert Capa

Catalogo:
Robert Capa. I Volti della Storia. Edito da Contrasto
per informazioni: www.contrasto.it

Voto 8,5 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner