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La Borghesia allo specchio
Il culto dell'immagine dal 1860 al 1920
Ideologia , principi e ritualità dei nouveaux riches
Torino, Palazzo Cavour, sino al 27 giugno 2004

 




                     di Loredana Carena


Ideata e curata da Annie - Paul Quinsac e organizzata dalla Regione Piemonte, la mostra "La Borghesia allo specchio. Il culto dell'immagine dal 1860 al 1920" (catalogo Silvana) analizza l'immagine della borghesia italiana dal periodo immediatamente preunitario a quello che vede l'avvento del fascismo. In questi sessant'anni l'Italia, in ritardo rispetto ad altri Paesi europei dove lo sviluppo industriale era ormai un fattore consolidato e consolidante dell'economia interna, vede l'emergere e l'affermarsi della borghesia, quella nuova classe sociale estremamente eterogenea il cui desiderio di emulare l'immagine aristocratica farà la fortuna di molti artisti italiani d'origine o d'adozione, esperti in particolare nel ritratto e nella pittura di genere.

I nouveaux riches, infatti, non potendo vantare nobili natali, desiderano, almeno, poter ricalcare aristocratiche tradizioni come quella di farsi ritrarre da soli, in pose e in luoghi che rivelano la loro stabilizzata condizione socio - economica, o con i famigliari (moglie e figli) a testimonianza di come uno dei capisaldi dell'ideologia imprenditoriale sia proprio quello della famiglia. Ecco allora che, per rispondere alle esigenze della nuova classe sociale, scendono in campo artisti del calibro di Giovanni Boldini, Adriano Cecioni, Tranquillo Cremona, Lorenzo Delleani, Giuseppe De Nittis, Giovanni Giani, Giacomo Grosso, Silvestro Lega, Alfred Stevens, Paolo Troubetzkoy, Federico Zandomeneghi, Ignacio Zuloaga e tanti altri i cui quadri e i cui bronzetti diventano lo specchio della borghesia tardottocentesca.

Conferma di come il XIX secolo sia giustamente definibile "il secolo dell'immagine", è il successo raggiunto, nel volgere di pochi anni, dal francese Adolphe Goupil, che, da iniziale fabbricante, editore e mercante di stampe, diventa il committente - acquirente di costosi dipinti, realizzati esclusivamente per essere riprodotti, con le più moderne tecniche di stampa , in formati diversi in modo tale da soddisfare le esigenze della piccola e media borghesia il cui status economico non è ancora sufficientemente consolidato per poter sostenere l'acquisto di un quadro originale di un Boldini, di un De Nittis o di un Corcos. La Maison Goupil di Parigi, con le sue numerose filiali aperte nelle principali città europee e d'oltreoceano, diventa, quindi, una sorta di arbiter elegantiae e di dittatrice del gusto borghese in pieno clima Belle Epoque.

I principali aspetti della vita dei nouveaux riches, sia nella sfera privata che in quella pubblica, vengono presentati attraverso 69 stampe e photogravures, imprestate per l'occasione dal Museo Goupil di Bordeaux, a cui si aggiungono gli oltre cento pezzi tra quadri e bronzetti, provenienti da collezioni pubbliche e private, suddivisi in sezioni tematiche: i ritratti intimisti e di società, gli interni borghesi, l'amore, la maternità, l'infanzia, la vita sociale, la memoria e la villeggiatura. Lo spaccato sul mondo tardottocentesco prosegue con numerose foto d'epoca dell'Archivio Alinari, della Collezione Ceretti di Milano e di Mario Gabinio e termina con alcuni accessori della moda femminile quali eleganti borsette (con perline, in pizzo o in seta ricamata), abiti, vestaglie e ventagli per le diverse occasioni.

Loredana Carena

Info: "La borghesia allo specchio. Il culto dell'immagine dal 1860 al 1920" mostra a cura di Annie Paul Quinsac, Palazzo Cavour , via Cavour n. 8 - TORINO- Tel. 011/530690. Sino al 27 giugno 2004.

Comitato scientifico di Palazzo Cavour: Paolo levi, Ada Masoero e Lea Mattarella.

Orari: martedì - domenica 10,00 -19,30; giovedì 10,00 - 22,00; chiuso il lunedì. Ingresso: 6.20 € intero, 4.20 € ridotto, 2.50 € ridotto speciale.

Voto 8 

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