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Arte e Internet
Le opere d'arte

 


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  20/10/2017 - 23:36

 

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Arte e Internet
Le opere d'arte
progettate
appositamente per il web

 




                     di Daniela Ardizzone


Sono sempre più numerosi gli artisti che utilizzano la rete in modo creativo: ultimamente si parla di vera e propria "Webart". Non più semplicemente l'opera d'arte nata in altri contesti e poi riprodotta in Internet, bensì quella progettata appositamente per il web sfruttando le sue caratteristiche. Che sono state illustrate da Stefano Chiodi, critico d'arte ed esperto di nuove arti digitali, in una recente conferenza durante la Festa Europea di Internet, ovvero:

1) il coinvolgimento simultaneo di più ambiti percettivi;

2) l'utilizzo del linguaggio html;

3) - forse la qualità più importante - la possibilità di interazione tra l'opera d'arte ed il suo fruitore, che interviene attivamente attraverso schermo, tastiera e mouse.

La web-art è l'effetto inevitabile del progressivo adeguamento del linguaggio artistico alle nuove tecnologie, così come era avvenuto negli anni '60 con il video e successivamente con la computer-art.

Con un ulteriore vantaggio del tutto nuovo: l'immediata e diretta fruibilità dell'opera d'arte, eliminando il medium istituzionale tradizionale della Galleria o del Museo.

Internet viene così utilizzato come supporto, ma al tempo stesso è fonte di ispirazione dell'opera d'arte: i due artisti tedeschi Joachim Blank e Karl-Heinz Jeron, ad esempio, con "Without addresses" ironizzano sulla

caratteristica propria del web di confondere l'utente, che rimbalza da un sito all'altro a caso, senza riuscire a seguire un preciso itinerario, così perdendosi... Altri, invece, partono dalle proprietà dell'ipertesto, cioè il testo che non viene letto dall'inizio alla fine ma saltando a caso seguendo una serie di collegamenti: provate a navigare in "The Dark Pool", dei canadesi Janet Cardiff e George Miller...

L'interattività è il cardine centrale nell'opera di Victoria Vesna "Bodies C INCorporated": il sito viene via via cotruito dagli stessi utenti. Ad ognuno è richiesto di fabbricarsi il proprio corpo virtuale a proprio piacimento, scegliendone i materiali, il nome, i singoli pezzi, e così entra a far parte di una comunità fatta di tanti proprietari di corpi virtuali. Sono solo alcuni esempi di web-art, ma il fenomeno è in continua espansione - i siti artistici sono sempre più numerosi. Per fortuna ci viene in aiuto un'iniziativa del Guggenheim Museum di New York con il progetto "CyberAtlas", una sorta di mappa di tutti i siti in qualche modo collegati all'arte. E fa piacere che anche in Italia si stia svegliando l'interesse per la Art Magazine, che a quanto pare sta promuovendo la realizzazione nuovi progetti artistici in rete e li ospita nel proprio sito.

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