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  14/12/2018 - 15:52

 

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Scanner - arte
 


Alberto Amato
In mostra la fotografia sperimentale
Tra passato e futuro
Alla Spina Art Gallery di Pisa fino al 27 luglio 2003

 




                     di Rosanna Gangemi


Realizzazione e studio di oggetti che, strizzando l'occhio al surrealismo e al dadaismo, vengono rappresentati su carta fatta a mano. L'intervento artistico come frutto di una precisa scelta formale e concettuale, di una presa di coscienza che prescinde dalla manipolazione compositiva di quanto viene esposto. Queste le premesse ideali e le dichiarazioni d'intenti alla base del lavoro creativo di Alberto Amato, che la mostra fotografica a lui dedicata - in corso fino al 27 luglio 2003, presso la prestigiosa Spina Art Gallery di Pisa -, ci racconta in maniera esaustiva. L'esposizione è un'antologica da cui spicca l'elogio alle strategie stranianti tipiche del ready made, agli spostamenti di senso, all'oggetto prelevato direttamente dalla realtà attraverso una decontestualizzazione e risignificazione che valorizza l'operazione concettuale dell'artista, così come la sua maestria tecnica. L'"artigiano" in questione, come ama definirsi Amato, è un palermitano, filmaker negli anni '70 e giornalista e telecineoperatore della Rai siciliana, vincitore nella sezione grafica del Premio Pisa per l'Arte 2003.

Nelle opere vengono rappresentate "cose che lo sguardo distratto non vede": soggetti che omaggiano esperienze passate della storia della fotografia - evocando un senso di magica sospensione del tempo - dettagli decontestualizzati, giochi di luce ed ombre, ensemble provocatori, poiché "ogni cosa può diventare l'oggetto privilegiato di una visione". Alla base, c'è sempre da parte di Amato il desiderio di tornare all'uso delle mani, alla composizione, alla figura di un demiurgo dallo spiccato senso ludico e dall'accentuata abilità manuale.

Tecnicamente, questi "squarci di una visione" sono stati realizzati unendo creativamente l'uso della sua vecchia reflex al computer: una volta scattate, le foto vengono scansionate, elaborate e trasformate. "Il pc è una mia proiezione manuale. Il monitor e la tastiera usati come un'antica camera oscura, non lasciando mai alla macchina la possibilità di lavorare in maniera autonoma, mi fanno sentire un po' più in sintonia con l'epoca moderna", ci ha spiegato l'artista. E la stampa finale viene poi "spalmata" su un supporto decisamente originale: una carta lavorata a mano dai maestri cartari di Fabriano, "artigianando", quindi, il lavoro al computer. Inoltre, la carta, irregolare e dai contorni sfilacciati, quando è sfondo di foto a colori, crea uno straordinario effetto pittorico, da acquerello. Un'altra peculiarità sono le mollette a cui sono appese le opere: sembra che le foto siano ancora ad asciugare, "poiché l'opera continua a svolgersi negli occhi di chi la guarda". E poi sono appese come avviene per la stessa carta dei maestri di Fabriano, ai quali il fotografo richiede però un formato inusuale, l'A4, che riporta alla stampante, ma anche all'odierna standardizzazione. Un gioco al rimpiattino tra presente e passato, quindi, dove lo scatto "analogico" si tuffa nel digitale, per impregnare la grana irregolare della carta artigianale per eccellenza, recuperando così un gusto rétro che si coniuga felicemente con una reinventata contemporaneità.

 

La mostra "Alberto Amato" è allestita alla Spina Art Gallery di Pisa. Orari: da lunedì a venerdì 10-21, 21-23, martedì-venerdì. Ingresso libero.

Voto 8 

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