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  18/10/2017 - 11:29

 

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Scanner - musica
 


Bombino
Nomad
L’album per Nonesuch Records prodotto da Dan Auerbach, il tour, la collaborazione con Jovanotti, il presente e il futuro del trentenne chitarrista Omara Moctar
La stella indiscussa del desert blues mondiale risponde alle domande di Scanner

 




                     di Giovanni Ballerini


Ha un nome buffo, ma è uno dei più geniali e intensi bluesman africani degli ultimi anni. Stiamo parlando di Bombino, il chitarrista nigeriano che, grazie al suo caratteristico stile e grande verve ha scalato le classifiche, diventando la stella indiscussa del desert blues mondiale. In evidenza il nuovo album “ Nomad”, prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys imperlato di brani in cui il rock e il blues si ibridano nelle magiche suggestioni del deserto. Il trentenne Omara Moctar, in arte Bombino (come lo soprannominò il suo maestro Haja Bebe per la giovane età in cui cominciò a suonare e i tratti fanciulleschi del suo volto) è di Agadez, in Niger, uno stato dell'Africa settentrionale in cui per lungo tempo era proibito suonare la chitarra. Bombino ha fatto di testa sua, emigrò con la sua famiglia in Algeria, dove ha perfezionato la sua tecnica sulla sei corde ispirandosi alla lezione di Marc Knopfler e Jimi Hendrix. E oggi la sua musica rappresenta in qualche modo anche una forma di lotta contro chi vuole ingabbiare questo popolo nomade e indomito nei confini geografici e culturali di uno stato.
Anche Jovanotti è rimasto folgorato da Bombino: ha voluto la sua collaborazione per arricchire le atmosfere del brano “Si Alza il Vento”, brano incluso nell’album Lorenzo 2015 cc.  “Un anno fa – racconta Jovanotti - ho comprato un disco attratto dalla copertina, un motociclista che impennava nel deserto, e dal titolo: “Nomad”. Non sapevo nulla di quello che conteneva e mi è andata molto bene perché poi l'ho ascoltato mille volte, in cuffia camminando, in sottofondo facendo cose, guidando in macchina. Il sound mi aveva catturato e l'ho consumato”.
Ospite in Australia al WOMADelaide, prestigiosa manifestazione ideata da Peter Gabriel, Bombino prosegue il tour anche in Italia con  4 date, ma presto tornerà . L’unico appuntamento toscano sabato 28 marzo 2015 al The Cage Theatre di Livorno, per una produzione che unisce il The Cage e Musicus Concentus. Ma presto, come ci ha raccontato, tornerà a suonare in Italia, dove si esibisce sempre volentieri.
Con lui (voce, chitarra) sul palco ci sono Youba Dia basso, voce / Avi Salloway chitarra, calabash, armonica, voce / Corey Wilhelm batteria, djembe.

 Dove trova le idee per il suo desert rock blues ?

L’ispirazione mi viene spesso dal deserto, o meglio quello è il luogo in cui preferisco lasciarmi ispirare e comporre. Di notte ci sono le stelle tra le dune, è meraviglioso. direi che è magico perchè  la musica è come se mi sgorgasse fuori in modo naturale. Le mie canzoni raccontano di vita, di amicizia, di deserto e d’amore. 

 Cosa conosce della musica italiana e come č stata l'esperienza con Jovanotti?

Della musica italiana conosco Adriano Viterbini, un chitarrista bravissimo che stimo molto e  che è stato in tour con me l?estate scorsa. Ci siamo divertiti molto insieme.

E poi conosco Lorenzo. Io sono fan della sua musica e lui della mia. Un'esperienza molto bella quella con lui, abbiamo passato una giornata magnifica insieme e il brano su cui abbiamo lavorato mi piace molto. S'intitola Si Alza il vento e parla delle difficoltà della vita.

 Quali sono i suoi chitarristi preferiti?

Le mie referenze chitarristiche sono Jimy Henrdrix, Ali Farka Tourè e Mark Knopfler.  Ammiro molto anche Amadou Bakayoko e come chitarrista americano moderno mi piace molto Gary Clark Jr.

 Il rock oggi è ancora il sound della libertà?

Sicuramente il rock è libertà, come il deserto.

Sta già lavorando a un nuovo album?

Certo, ho un sacco di materiale pronto che devo incidere. Alcuni sono brani tradizionali tuareg che io ho riarrangiato,altri sono mie composizioni che hanno comunque sempre una forte matrice tuareg. è stato Dan Auerbach a provarmi che la musica tuareg è davvero versatile e si può miscelare con molti altri generi. Nella mia musica ci sono funk e reggae. 

Suona qualcosa di nuovo nei concerti di questo tour?

Non preparo mai una scaletta prima, mi piace molto improvvisare. per cui venite al concerto e sicuramente ci sarà sempre qualche sorpresa in scaletta.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Nei prossimi mesi avrò una nuova e lunga tournée negli Stati Uniti e poi a giugno tornerà in Italia, paese dove ormai mi sento come a casa. il pubblico è sempre caloroso e trasmette a me e alla mia band calore e passione quando siamo sul palco. Ci divertiamo sempre molto qui.

Voto 8 

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