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  03/12/2020 - 08:41

 

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Spoon River
Regia di Riccardo Massai
Dormono, dormono sulla collina fiorentina
Antologia di Edgar Lee Master al Cimitero Monumentale della Misericordia di Santa Maria all’Antella domenica 12 novembre 2006 dalle 16 alle 18

 




                     di Giovanni Ballerini


Associazione Archètipo : La Principessa Bianca, recensione dello spettacolo, regia di Riccardo Massai, 2010
Associazione Archètipo : La Principessa Bianca, presentazione dello spettacolo, regia di Riccardo Massai, 2010
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Associazione Archètipo : Le Baccanti di Euripide, regia di Riccardo Massai, 2007
Associazione Archètipo : Spoon River di Edgar Lee Masters , regia di Riccardo Massai, 2006
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Associazione Archètipo : Battaglia nel Nero di Roland Topor, regia di Riccardo Massai, 2005 - 2006
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Dormono, dormono sulla collina… Con “Non al danaro non all'amore né al cielo”, Fabrizio De André ne realizzò nel 1971 un’indimenticabile versione musicale (ispirandosi anche alla traduzione di Franca Pivano). Ma l'Antologia di Spoon River dell’avvocato - poeta americano Edgar Lee Masters era già nei cuori dei più da tanto tempo. Fino dalla sua pubblicazione, nel 1916, l'Europa infatti tributò un'accoglienza straordinaria a questo capolavoro, che con il passare degli anni non ha perso neppure un pizzico del suo fascino, della sua sottile, quanto condivisibile attualità. La stessa, come dicevamo la carpì De André per realizzare i ritratti di un matto, un giudice, un blasfemo, un malato di cuore, un chimico, un medico, un ottico il suonatore Jones e di tanti altri che dormono sulla collina. Dall’America alle colline toscane, per realizzare un altro progetto di grande impatto e fascino (e a suo modo musicalità). Stiamo parlando della spettacolare messa in scena che l’intelligente regista Riccardo Massai (che con l’Associazione Archètipo cura anche la programmazione del Teatro Comunale di Antella) ha realizzato domenica 12 novembre 2006 dalle 16 alle 18 al Cimitero Monumentale dell'Antella. L’arte scenica, il teatro, si è inserito nel contesto cimiteriale a piccoli, poetici passi per un evento unico, rispettoso, algido eppure pulsante. E una serie di performance coordinate hanno conquistato l’attenzione di tanti, tantissimi fiorentini che per una volta si sono riavvicinati ai loro e agli altri morti con pathos e un pizzico di positivo spiazzamento. Animando uno spettacolo stereofonico e coinvolgente, concepito per spettatori itineranti che, forniti di una piantina con indicati i vari luoghi delle performance, si sono soffermati ad ascoltare un racconto, per poi proseguire nel percorso verso le vicissitudini che hanno animato altre vite.

“Nel corso dell’allestimento ci siamo resi conto che ciascuna lirica, ciascun attore ha al suo interno un segreto, un’emozione, un amore o dolore – spiega il regista Riccardo Massai -. Ciascun epitaffio racchiude nella sua immediatezza un dono per lo spettatore a cui starà il compito di raccogliere questo mazzo di vite. Gli spettatori potranno vedere, come attraverso lenti, le anime che popolano il cimitero mentre raccontano la loro esistenza”

Difficile non essere d’accordo con Massai, anche perché la performance si è trasformata in una festa della creatività per niente blasfema, condivisa con intensità da tutti quelli che hanno partecipato. Poco importa se fossero attori o spettatori. Di questo o dell’altro mondo.

Ma veniamo ai protagonisti: Emanuela Agostini, Laura Bandelloni, Fabio Baronti, Daniele Bartolini, Roberto Caccavo, Maria Cassi, Sabina Cesaroni, Elena D'Anna, Piera Dabizzi, Ilaria Danti, Gianna Deidda, Daniel Dwerryhouse, Teresa Fallai, Felix, Luigi Fiorentino, Amerigo Fontani, Rosanna Gentili, Massimo Grigò, Silvia Guidi, Alessia Innocenti, Stefano Luci, Giusi Merli, Carlo Monni, Andrea Muzzi, Clara Pacifici, Patrizia Pirgher, Alessandro Riccio, Simone Rovida, Marcellina Ruocco, Alessio Sardelli, Alberto Severi, Stefania Stefanin, Cristina Valentini, Riccardo Ventrella, Silvia Vettori, Beatrice Visibelli e Marco Zannoni, tutti nello stesso momento (e a ripetizione per due ore ininterrotte) sono stati protagonisti di uno spettacolo di intensità magica e di grande poesia, che ha sedotto l’immaginario dei tantissimi spettatori che hanno seguito con interesse le performance proposte da questa squadra di attori toscani (professionisti e non). Disposti in varie posizioni, cercando di coprire ogni punto sensibile del cimitero monumentale della Misericordia di Santa Maria all’Antella, gli attori hanno dato spazio alla loro creatività poetica per ricordare alla maniera di Spoon River queste urne dei forti alla periferia di Firenze.
Un bellissimo (e poco conosciuto) cimitero monumentale, sorto come primo nucleo nel 1856 nella zona sud di Firenze e ampliato negli anni con le progettazioni di noti architetti come Giacomo Roster, Ugo Giusti e Adolfo Natalini.

Voto 9 

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