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  25/05/2012 - 03:05

 

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La Scimia
Da “Le due zittelle” di Tommaso Landolfi
Regia Emma Dante, elaborazione del testo: Elena Stancarelli, con Sabino Civilleri, Marco Fubini, Gaetano Bruno, Manuela Lo Sicco, Valentina Picello, scene di Mela Dell’Erba, luci Tommaso Rossi, Compagnia Sud Costa Occidentale
CRT-Teatro dell'Arte di Milano dal 5 al 31 ottobre 2006, Teatro Bolognini – Pistoia il 3 marzo 2007

 




                     di Tommaso Chimenti


Emma Dante: Il Festino, 2009
Emma Dante: cani di Bancata, 2007
Emma Dante: La scimia, 2006
Emma Dante: Mishelle di Sant’Oliva , 2005
Emma Dante: Medea
Emma Dante: MPalermu e Carnezzeria


La croce traballa, la fede pencola, il rito religioso trema. A scombussolare la sagrestia di una chiesa, del Sud profondo, a rimestare nel fango della confessione è la parte più atavica dell’essere umano. Una scimmia che si mescola a due preti e due zitelle. Disturba, crea disordine, porta il caos. La Dante continua nella sua ricerca, con questo breve testo molto fisico e gestuale quasi fotografico coreografico e poco parlato, dell’influenza negativa della religione, cristiano cattolica, sulla formazione intellettiva- intellettuale, sulla crescita culturale di un Paese, l’Italia, di una regione, la Sicilia. Tutti in rigoroso nero, forse amanti. Perpetue represse soggiogate ai due parroci. Il rosario che finisce in bocca, l’ostia - corpo di Cristo che fa soffocare o che si attacca al palato come patina- patatina dalla quale è impossibile staccarcisi, come tumore in metastasi, strato appiccicaticcio e mieloso che inquina intingendo tutto ciò che tocca. Sabino Civilleri ha una fisicità dirompente non comune ed una antropologica e morfologica conformazione muscolare e filiforme da paragonarlo liberamente al bonomo antenato. Salta e guizza nudo, gesticola e si scapicolla, ha doti ginnaste e propensione circense con il crocifisso in mano usato come la spada del torero, ricorda i missionari spagnoli nella evangelizzazione delle Americhe o i Crociati cristiani contro gli infedeli, come pugnale tra i denti piratesco, come pistola mafiosa puntata ad altezza uomo. “Tombo”, il nome dello scimpanzè, già dalla denominazione può essere visto come la tomba della civiltà, la bara dell’umanità, il riflusso e ricircolo dell’animale sul razionale. Manuela Lo Sicco, musa e prima interprete di tutte le piece della Dante, qui è in seconda linea. La croce si muove come colpita da bestemmia triviale: è una ghigliottina ora da Vecchio Testamento e vuole decapitare chiunque neghi o metta in pericolo i suoi dogmi o veti, insegnamenti e precetti. Il sacrificio e la crocifissione, il pavimento ruvido e tamburellante cosparso di bucce di noccioline, che prima albergavano nel reggiseno come è uso fare alle prostitute, e le calze calate in versione porno-sexy western dalle due sorelle pie e devote. La scimmia - Tarzan ha messo a repentaglio l’istituzione, la scimmia deve morire, ha allentato i cardini della fede cieca nel rituale, la scimmia deve crepare iconoclasticamente per salvare tutti gli altri. Colpirne uno per educarne cento. Uno, nessuno e centomila, forse. E la scimmia punita e imbrigliata, nel finale, diventa un Gesù archetipo stilizzato crocifissa sulla croce, pendaglio e medaglia della cristianità che ha bisogno, come un qualsiasi regime, di conferme e certezza della pena: dei suoi santi ed eroi.

Voto 7 ½  

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