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  20/10/2017 - 12:39

 

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Kilowatt tutto l’anno
Cinque spettacoli fra teatro d’innovazione e danza contemporanea
Da martedì 24 gennaio al 24 aprile 2017 al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro

 




                     di Giovanni Ballerini


compagnia Cantieri Culturali Koreja. Vincitore del Premio Eolo Awards, come Miglior Spettacolo per Ragazzi, Premio Associazione Nazionale Critici del Teatro, Premio speciale della Giuria come Miglior Performance The Great Petrushka, International Puppet Festival 2014_Ekaterinburg-Russia, Premio come miglior regista Harmony Word puppet Carnival 2014 – Bangkok-Thailand. Paladini di Francia, scritto da Francesco Niccolini, mette in scena, tra marionette e pupi, la storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno. Uno spettacolo affascinante e magico per raccontare, ai bambini e agli adulti, la bellezza e la crudeltà della vita.
Venerdì 3 marzo alle 21 Eleonora Pippo dirige “Le ragazzine stanno perdendo il controllo, la Società le teme, la fine è azzurra”, un programma di formazione gratuito per ragazze dai 14 ai 20 anni, per la sperimentazione attiva del processo di creazione di uno spettacolo, ispirato all’omonimo lavoro del fumettista Ratigher. Una performance originale nata durante una residenza intensiva, a Sansepolcro, incentrato sulla storia dell’amicizia tra due ragazze alle scuole medie con la dipendenza da analisi mediche. Le Ragazzine sono giovanissime e temibili atlete dell’egoismo: non c’è nobiltà d’animo, non c’è affetto, c’è uno spalleggiarsi, un condividere solitudini e la voglia di affermare la propria identità al di fuori della società così come viene loro imposta, arrivando a scatenare liti furibonde, risse, offendendo professori e figure autoritarie. Eleonora Pippo, (Pordenone, 1976) si è formata alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, con la compagnia Via Negativa di Lubiana e con Thomas Señor Serrano e Richard Maxwell. Ha vinto il Premio Scintille 2010 Asti Teatro Festival e il Premio SpazioOff 2012.
Ultimo spettacolo di teatro ragazzi per questa stagione Col naso all’insù, di Sosta Palmizi, in scena domenica 5 marzo alle ore 17. Una favola ambientata a Kronos, dove un team di medici bizzarri decide a quali genitori assegnare i nascituri secondo regole imperscrutabili, è un gioco in cui le emozioni e i comportamenti diventano spunto per la creazione di un momento spettacolare tra parola, danza, clownerie e musica. Un inno al potere ell’immaginazione e della libertà, un’occasione per divertire, stupire e far riflettere con delicatezza e poesia. La compagnia di danza contemporanea Sosta Palmizi nasce nel 1984 dall’incontro dei danzatori e coreografi Michele Abbondanza,Francesca Bertolli, Roberto Castello, Roberto Cocconi, Raffaella Giordano e Giorgio Rossi, dopo un periodo di lavoro con Carolyn Carlson al Teatro La Fenice di Venezia.
A cosa serve il teatro? A cosa servono i classici? A queste domande prova a rispondere la giovane compagnia umbra Occhisulmondo con una nuova messa in scena di Amleto in Amleto – Un principe, in scena venerdì 24 marzo alle 21. Se il compito di questa società è distruggere l’animo umano e lo spirito degli uomini, sacrificando l’arte a vantaggio dell’economia di mercato, allora anche i classici, i libri e tutto quello che appartiene all’arte può essere dimenticato, bruciato in un grande falò. “Abbiamo scelto di interrogarci sull’arte dell’attore, eliminando ogni orpello dalla scena. Lo spazio vuoto e 7 attori: niente di più per evocare un ambiente, un momento preciso, nel quale lo spettatore insieme all’attore compie l’atto creativo attraverso l’immaginazione. Un classico deve essere letto e raccontato. Ognuno di noi è un Principe, circondato da marionette, manipolato dal sistema e in lotta con la sua coscienza. Ognuno di noi è chiamato alla responsabilità. Essere o non essere”.
Conclude la programmazione, domenica 24 aprile alle 17 la Compagnia Progetto Demoni di Alessandra Crocco e Alessandro Miele con “Lost generation” . Primo studio al termine di una residenza artistica, Lost generation trae spunto dalla biografia e dal mondo poetico dello scrittore americano Francis Scott Fitzgerald e di sua moglie Zelda, protagonisti di successo della “lost generation” degli anni ’20 fino alla grande crisi del ‘29 che coincide con l’inizio della schizofrenia di Zelda, la depressione di Scott e la crisi del loro matrimonio “due presenze evanescenti per raccontare la storia di un fallimento. Come noi trentenni di oggi, Scott e Zelda hanno vissuto il benessere di un’epoca incosciente e si sono ritrovati adulti tra le macerie di una crisi".

Voto 8 

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