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  29/11/2022 - 09:56

 

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Festival Fabbrica Europa
XXVII edizione
Alla ricerca del senso di una nuova contemporaneità
Dal 3 settembre all'8 ottobre 2020 al PARC Performing Arts Research Centre nel Parco delle Cascine, al Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci, al Teatro Cantiere Florida e al Teatro Puccini di Firenze

 




                     di Giovanni Ballerini


Festival Fabbrica Europa 2020
Gianni Maroccolo Alone not alone, 2020
Secret Florence, Cascine Edition, 2020


In linea con i tempi e le emergenze che viviamo, Fabbrica Europa ha riprogettato la XXVII edizione del Festival con l’obiettivo di guardare tanto al presente quanto al futuro. Costruendo un festival alla ricerca del senso di una nuova contemporaneità. Il festival fiorentino ha declinato dal 3 settembre all'8 ottobre 2020 un programma mosso dalle potenzialità della relazione arti performative / spazio all’aperto / natura, puntando sulla ricchezza che offre il Parco delle Cascine di Firenze. Contesto in cui Fabbrica Europa ha la sua sede: le due sale del PARC Performing Arts Research Centre, l’area esterna e il cuore del Parco accolgono buona parte dei progetti di quest’anno. Gli altri spazi in cui Fabbrica Europa 2020 trova vita, forme, formati, sonorità, poetiche e narrazioni sono il Teatro Studio di Scandicci (grazie alla collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana), il Teatro Cantiere Florida e il Teatro Puccini. Il Festival ha trovato nuova forma grazie alla complicità degli artisti, al sostegno delle Istituzioni - MiBACT, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze – e all’impegno di coloro che contribuiscono a preservare la rilevanza culturale, internazionale, multidisciplinare di Fabbrica Europa a Firenze, in Toscana, in Europa, nel mondo. Apre Fabbrica Europa Violin Phase di Rosas (Parco delle Cascine, 3, 4, 5 settembre), terzo dei quattro movimenti che compongono Fase, Four Movements to the Music di Steve Reich, la prima performance creata da Anne Teresa De Keersmaeker che ha debuttato nel 1982 a Bruxelles. La coreografa utilizza la struttura della musica minimalista di Steve Reich per sviluppare un linguaggio del corpo che non si limita a illustrare la musica, ma aggiunge una nuova dimensione. Sia la musica che la danza partono dal principio dello sfasamento attraverso piccole variazioni: movimenti inizialmente perfettamente sincroni cominciano a scivolare gradualmente, dando vita a un ingegnoso gioco di forme in continuo cambiamento. A Firenze il Solo Violin Phase è interpretato da Yuika Hashimoto e Soa Ratsifandrihana che si alternano in tre repliche al giorno. La danzatrice si muove secondo schemi circolari con la reiterazione rigorosa di un'unica frase di rotazione e torsione che gioca con il formalismo e la drammaticità della musica. La sinergia dei movimenti semplici, sottili e sempre più espansi con le sonorità del violino, è potente per purezza e intento. Eseguite su una superficie ricoperta di sabbia bianca, le fasi ripetitive dei gesti, minuziosamente mutevoli, inscrivono forme e tracciati creando un'immagine ipnotica del tempo e del corpo. Sono due gli appuntamenti con Enzo Cosimi che presenta un dittico dalla trilogia sulla diversità “Ode alla bellezza”, una riflessione che coinvolge minoranze, emarginati, non professionisti. I love my sister (PARC, 19 settembre) è un’esplorazione sulla transessualità dei corpi che reinventano modalità inedite per abitare lo spazio fisico, urbano e sociale e che pagano il peso di un’invisibilità inflitta che relega ai margini le loro storie. Racconta di persone in transito FtoM (dal femminile al maschile) e di vissuti che riverberano nuovi paesaggi dell’animo umano. La bellezza ti stupirà (Teatro Studio, 2 ottobre), creazione coreografica/performativa/installativa, nasce da un’indagine sulla figura dell’homeless e sulla sua solitudine nella società contemporanea. Il lavoro è realizzato in collaborazione con le Associazioni dei senza fissa dimora. Perpendicolare come la potenza del gesto, come il profondo desiderio di relazione. Canzoni che risuonano nei corpi. Movimenti che fioriscono dalle parole e dai suoni. Un innesto affascinante e naturale tra il mondo musicale di Cristina Donà e la danza del coreografo Daniele Ninarello, plasmati e cuciti insieme dal musicista e compositore Saverio Lanza. Materiale inedito nato per lo spettacolo e alcune tra le canzoni più note della cantautrice si aprono nello spazio della performance come una visione che scorre fin sotto la pelle. «Una collaborazione entusiasmante - racconta Cristina Donà - quella nata con Daniele nel gennaio 2020 (…). Il dialogo tra le mie canzoni e la danza, ha partorito nuovi frutti anche durante il lockdown: la clip “Protesta silenziosa#1”, ispirata dalle “Proteste silenziose” danzate da Daniele durante la quarantena, ne è la testimonianza» (Teatro Studio, 17, 18 settembre, produzione Fabbrica Europa / Codeduomo).
Compagnie 111 presenta aSH di Aurélien Bory che con questa pièce chiude un trittico di ritratti di donne. La straordinaria danzatrice indiana Shantala Shivalingappa costruisce il suo Solo sulla figura di Shiva, dio creatore e distruttore, signore dei luoghi della cremazione. Shantala, con la sua energia ritmica e vitale, danza su una coltre di cenere, simbolo di morte ma anche di rinascita. I movimenti, le geometrie del corpo somigliano ai kolam, i disegni di farina di riso che le donne indiane creano a terra di fronte alle case per attirare energie positive e prosperità e che nel corso della giornata svaniscono per essere pazientemente ricreati il mattino dopo. Cerchi, punti, spirali, che sembrano rappresentare la struttura stessa del mondo. La danza di aSH evoca l’invisibile principio dell’universo in uno spazio che si manifesta come una vibrazione che il percussionista Loic Schild riprende, trasforma, prolunga all'infinito (Teatro Studio, 25, 26 settembre). Un costruttore di ponti musicali tra diverse culture, come Trilok Gurtu è protagonista al Teatro Puccini il 10 settembre, mentre Gianni Maroccolo presenta il progetto “Alone” sempre al Puccini il 12 settembre (produzione Fabbrica Europa / Contempo Records), un album che celebra l’infinito e suona all’infinito, un viaggio radicale e ambizioso, un disco perpetuo come lo definisce l'ex bassista dei Litfiba, CCCP e CSI, iniziato nel dicembre 2018 e giunto al suo IV volume, con la chiusura del primo ciclo di vita. Al Festival Fabbrica Europa il progetto Alone not Alone trova la sua prima messa in scena live: al fianco di Gianni ci sono Simone Filippi, chitarre; Flavio Ferri, elettronica e tastiere; Matilde Benvenuti, batteria. Ospiti, Giorgio Canali e Edda. Chiude il Festival Alessandro Sciarroni con Save the last dance for me, uno studio tra la danza e l'antropologia con cui il coreografo ha ridato vita a un ballo bolognese in via di estinzione, la Polka Chinata. Si tratta di una danza di corteggiamento eseguita da soli uomini e risalente ai primi del ‘900: fisicamente impegnativa, quasi acrobatica, vede i danzatori Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini abbracciati l’un l’altro girare vorticosamente mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra (PARC, 8 ottobre). Tra i progetti formativi Il Corso della Musica - progetto ideato da Fabbrica Europa e curato da Luisa Santacesaria, Francesco Dillon e Simone Graziano che crea un focus sulla musica attuale – dall'elettronica alla contemporanea, dal jazz alla musica alternativa indipendente – senza badare ai confini tra i generi e con un approccio informale pensato per curiosi, appassionati e giovani. Tutto verrà registrato e filmato per creare produzioni audio e video di qualità che potranno essere diffuse su canali televisivi e web o come “audio-percorsi” disponibili in podcast. (Parco delle Cascine, 14, 21, 28 settembre). Slittamenti è una Masterclass condotta da Cristina Caprioli, coreografa/studiosa italiana residente in Svezia. Quattro giovani coreografi sono invitati a presentare un proprio assolo delineato nel concept e nella struttura, ma non fissato e propenso ad accogliere stimoli e alterazioni. Gli esiti performativi del percorso d’indagine vengono poi presentati al pubblico (PARC, 3 ottobre). Dance Wall è invece un’installazione di video-mapping immersivo che Fabbrica Europa intende allestire presso PARC e che propone un processo di messa in relazione e stratificazione ritmica di materiali sulla danza contemporanea degli ultimi due decenni. Da un’idea di Maurizia Settembri, l'installazione - un lavoro in progress che si svilupperà nel tempo anche con l’obiettivo di creare una videoteca - sarà curata dal videomaker Tommaso Arosio insieme ad alcuni videoartisti del territorio, tra cui Jacopo Jenna, con la supervisione di Andrés Morte Téres. Durante il Festival, Dance Wall propone una programmazione dedicata a proiezioni di video-danza nazionale e internazionale.

Festival Fabbrica Europa XXVII edizione _ Firenze, 3 settembre > 8 ottobre 2020
PARC Performing Arts Research Centre | Parco delle Cascine Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci | Teatro Cantiere Florida | Teatro Puccini

Voto 8 

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