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  16/12/2017 - 16:03

 

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Daniele Luttazzi
Benvenuti in Italia
Milano, Feltrinelli, 2002; pp. 191

 




                     di Paolo Boschi


Daniele Luttazzi: Satyricon
Daniele Luttazzi: il libro Sesso con Luttazzi
Daniele Luttazzi: il libro Benvenuti in Italia
Daniele Luttazzi: Barracuda 2007
Daniele Luttazzi: Sesso con Luttazzi in teatro 2008


Daniele Luttazzi è la faccia tosta per definizione dell’intrattenimento comico nazionale: nato a Santarcangelo di Romagna nel 1961, ha cominciato come vignettista su “Tango” di Staino per poi votarsi quasi integralmente allo spettacolo. Luttazzi ha scritto ed interpretato fino ad oggi ben sette monologhi satirici; in televisione ha preso parte a “Magazine 3” e “Mai dire goal”, presentato “Barracuda” ed il contestatissimo “Satyricon”. Sul versante della letteratura umoristica ha scritto finora una decina di titoli tra i quali 101 cose da evitare a un funerale, Adenoidi, Va’ dove ti porta il clito, Tabloid, Cosmico: una valida alternativa all’intrattenimento intelligente e Sesso con Luttazzi. Ha anche tradotto Lenny Bruce, tre libri di Woody Allen e Lloyd Llewellyn, il fumetto cult di Daniel Clowes. La sua ultima fatica satirica è Benvenuti in Italia e, come sempre nei libri di Luttazzi, si comincia a sorridere fin dal sottotitolo, che da’ immediatamente la misura di quanto ci sarà dato di leggere: “Le opinioni espresse dal Capo del Governo non rispecchiano necessariamente quelle degli abitanti”. Secondo Daniele Luttazzi questa scritta dovrebbe campeggiare ad ogni valico di frontiera del nostro paese, tanto per avvertire chi arriva della situazione che troverà. Benvenuti in Italia prende avvio con una serie micidiale di battute fulminanti ed al limite del nonsense in cui Luttazzi offre un quadro di quanto passa l’attualità, tra la televisione e la guerra in Afghanistan, Berlusconi e la repubblica delle banane, Bin Laden e la globalizzazione, le Twin Towers ed il G8 di Genova, i Talebani ed i teenagers omicidi nostrani: il tutto non necessariamente nell’ordine, rigorosamente shakerato, in costante flessione dal privato dell’autore al fatto di pubblico dominio, e condito con ossimori sessuali in quantità. Benvenuti in Italia si situa nell’esile confine che divide il riso amaro dalla freddura di sapore surreale, secondo la premiata tradizione di Luttazzi: d’altra parte la comicità di questo libro è molto variegata, alternandosi tra deliranti pseudo-inchieste giornalistiche, autointerviste sul filo dell’assurdo, microracconti ricchi di verve umoristica (da segnalare Cappuccetto splatter, una notevole prova di genere). Il libro del comico e scrittore romagnolo, dopo un incipit esilarante e corrosivo, va progressivamente sfilacciandosi, ma risulta nel complesso divertente e ricco di buone trovate. Luttazzi ha avuto perfino l’accortezza di avvertire il lettore di leccarsi il dito indice per voltare meglio le pagine...

Daniele Luttazzi, Benvenuti in Italia, Milano, Feltrinelli, 2002; pp. 191

Voto 7- 

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