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  21/10/2017 - 06:45

 

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Valeria Moretti
Clara Schumann
La moglie del compositore Robert viene raccontata in tre lingue: italiano, francese (nella traduzione di Anne Manceron) e croato (in quella di Sandro Damiani) nel libro di Edizioni La Mongolfiera, 2011
Il testo, che è stato portato in scena in Italia da Giuliana Lojodice e Angela Annese al pianoforte. Successo in Croazia grazie all’interpretazione di Ksenia Prohaska e della pianista ucraina Iryna Smirnova Nikolenko

 




                     di Giovanni Ballerini


Teatro e musica si incrociano in un interessante libro in tre lingue: italiano, francese (nella traduzione di Anne Manceron) e croato (in quella di Sandro Damiani) realizzato dalla scrittrice e autrice teatrale Valeria Moretti. Si chiama “Clara Schumann” e la scrittrice romana l’ha dedicato alla vita della moglie del compositore Robert Schumann nell’omonimo testo teatrale pubblicato dall’editrice La Mongolfiera. Non si tratta di una biografia, né di un collage di materiali di repertorio, ma di un’opera originale che affronta il personaggio nella molteplicità delle sue sfaccettature umane, sentimentali, personali e artistiche, viene sottolineato nelle prime pagine di questo azzeccato volumetto, che vanta la prefazione di Guido Davide Bonino, gli interventi critici di David Haziot
(“Dissonances”), di Miljenko Jergovié (“Schumann, ludilo u vrijeme karnevala”) e di Angela Annese ("Il tuo amore è la mia vita"). Ma è soprattutto un’occasione per conoscere un personaggio mitico come Clara Josephine Wieck Schumann, che ai suoi tempi fu una pianista famosissima, una delle più popolari dell’era romantica e una concertista acclamata, richiesta in tutto il mondo. Il testo di Valeria Moretti è stato recentemente portato in scena con successo in Italia da Giuliana Lojodice e Angela Annese al pianoforte in uno spettacolo che rende omaggio alla donna e alla musicista Clara Schumann, che è stato prodotto da Rai Trade. In Croazia il monologo è stato lanciato con grande seguito da Ksenia Prohaska, la più poliedrica e nota attrice croata, divide la ribalta con la pianista ucraina Iryna Smirnova Nikolenko, che ripropone dal vivo brani di Clara, Robert Schumann e di Brahms. Dopo l’effervescente debutto a Salona, lo spettacolo, a grande richiesta, è in tournée nei maggiori teatri Croati. Una conferma del talento espressivo della Prohaska che veste di intensità e appeal ogni sua interpretazione (poco importa se in croato, inglese o italiano), ma anche di un testo, che ci svela con flash ricchi di poesia una vita, quella di Clara, vissuta intensamente dall’inizio alla fine. Ma a questo punto, per chi si fosse incuriosito sulle vicende umane di Clara Schumann, così bene evocate dal libro e dal testo di Valeria Moretti, ecco un breve excursus sulla vicenda.
Figlia di Johann Gottlob Friedich Wieck, che da appassionato di musica, fondò una fabbrica di pianoforti e della cantante e pianista Marianne Tromlitz, Clara nacque a Lipsia il 13 settembre 1819 e visse un’infanzia da bambina prodigio per poi diventare fin da giovane musicista di fama internazionale. Questo non le impedì di innamorarsi di un talentuoso allievo di suo padre, quel Robert Schumann, che poté sposare solo nel 1840, appena compiuto 21 anni, visto che il padre continuava ad osteggiare la loro unione. Da quel momento da giovane innamorata si trovò a essere moglie di un genio, che fu un compositore arguto e innovativo, ma anche pianista fallito, forse anche a causa degli assurdi esperimenti cui sottopose le sue dita fino a rovinarsi una mano. Clara fu complice e sempre vicina all’amato Robert, ma nonostante la prolifica maternità (otto figli in quattordici anni), non rinunciò mai alla propria carriera di pianista. Nei quarant’anni che condivide con il marito, Clara prosegue in ascesa, sempre con maggiore successo, l’attività concertistica, tanto da diventare una delle eccellenze, una tra i migliori e più richiesti (in tutta Europa) pianisti del suo tempo. La sua vita non fu semplice, oltre alla pazzia del marito (nel 1854, dopo vari tentativi di suicidio e continue crisi, fu internato nel manicomio di Endernich), dovette sopportare anche il dolore della malattia del suo quinto figlio Ludwig, anche lui malato di mente, ma non lascerà mai la passione (e l’impegno nella) musica. Tutta la sua vita ha un che di leggendario e profondamente umano, tante sono le passioni e le disavventure che questa donna – artista attraversò nella sua tempestosa esistenza. E persino il suo addio ha in qualche modo qualcosa di surreale. Clara muore il 20 maggio 1896 a Francoforte, dove cinque anni prima aveva tenuto il suo ultimo concerto, ma alla sua cerimonia funebre Johannes Brahms, al quale Clara era legata sentimentalmente, non giunse in tempo per aver preso un treno sbagliato.

Voto 8 

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