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  24/05/2012 - 10:03

 

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Seabiscuit
Regia di Gary Ross
Cast: Tobey Maguire, Jeff Bridges, Elizabeth Banks, Chris Cooper, William H. Macy, Gary Stevens; drammatico; Usa; 2003; C.

 




                     di Paolo Boschi


Seabiscuit
Hunger Games


Ambientata negli States nella triste atmosfera della grande depressione degli anni Trenta e narrata da una voce off che ne esalta non poco la valenza leggendaria, la vera storia che Gary Ross ha ricostruito per immagini in Seabiscuit traendo spunto dall’omonimo libro di Laura Hillenbrand non è che l’ennesima esemplificazione del sogno americano. Seabiscuit è per l’appunto il nome di un cavallo atavicamente giudicato come “brocco” nonostante il nobile pedigree, un esemplare di piccole dimensioni addestrato a perdere e strappato ad una fine precoce da uno degli ultimi cowboys d’America, Tom Smith, un uomo di poche parole e molta sostanza che saprà intravedere il campione dietro un’apparenza scoraggiante. Insieme all’allenatore Seabiscuit intreccerà la sua irrepetibile striscia di leggendarie vittorie con l’impresario Chris Howard, classico self-made-man approdato all’Ovest con 25 cents in tasca e molte speranze, divenuto un ricchissimo rivenditore d’automobili prima che la vita e la recessione economica gli strappasse il figlio e costringesse la moglie all’inevitabile divorzio, lasciandolo senza uno scopo decente per andare avanti. Ad un cavallo leggendario non può mancare inoltre un leggendario fantino, magari un cavaliere atipico e dal carattere difficile come Johnny “Red” Pollard. Del prosieguo della storia basti dire che un cavallo di piccola stazza ma capace di battere avversari teoricamente più forti grazie ad un immenso cuore e di superare infortuni sulla carta insormontabili, non può che meritarsi l’inevitabile happy ending, magari giusto dopo aver bruciato dopo lunga attesa anche l’invincibile War Admiral, il più grande purosangue dell’ippica coeva. Che la leggenda di Seabiscuit abbia contribuito ad aiutare l’America e gli Americani a superare uno dei periodi più tristi della loro storia può essere pura retorica, ma è pur vero che un valore teraupetico il popolare “Biscottino” l’avrà pure avuto. Seabiscuit si avvale di un’impeccabile confezione visiva, di attori in parte, di un ritmo che asseconda il respiro della leggenda senza addormentare il pubblico e dell’epos assicurato dalla colonna sonora di Randy Newman.

Seabiscuit, regia di Gary Ross, con Tobey Maguire, Jeff Bridges, Elizabeth Banks, Chris Cooper, William H. Macy, Gary Stevens; drammatico; Usa; 2003; C.; dur. 2h e 21'

Voto 7 

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