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  25/04/2024 - 07:20

 

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Qualunquemente
Regia di Giulio Manfredonia
Cast: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Salvatore Cantalupo, Luigi Maria Burruano, Antonio Gerardi, Gianluca Cammisa; commedia; Italia; 2011; C.
Una commedia a base di liberté, égalité... impunité

 




                     di Paolo Boschi


Da qualche anno ormai il mitico Cetto La Qualunque allieta il pubblico televisivo nazionale a forza di avverbi inesistenti e volgarità molto rappresentative di gran parte della classe politica contemporanea. Il buon Cetto è una maschera comica portata all'eccesso ma capace retroattivamente di micidiali spunti riflessivi. E, come spesso capita, forse era solo questione di tempo prima che il fortunato personaggio approdasse al grande schermo. Il risultato è senza dubbio divertente ed a tratti perfino esilarante: il mondo narrativo che è stato costruito intorno a Cetto nel complesso funziona, anche se a corrente alterna, risultando talvolta un po' forzato. In Qualunquemente Cetto La Qualunque è un latitante calabrese di ritorno in Italia con compagna aggiunta e bambina (di cui peraltro non ricorda il nome): nel Belpaese ritrova la moglie Carmen (che non è molto contenta di condividerlo con una concubina straniera), l'ingenuo figlio Melo e il fido braccio destro Pino. In breve Cetto ritrova la sua pizzeria e le consuete speculazioni edilizie, il problema però... è che il paese sembra funestato da un'inarrestabile ondata di legalità, e le cose minacciano di andare ancora peggio se il candidato a sindaco De Santis vincerà le prossime elezioni, come sembra certo. Se però il nostro antieroe non scendesse in campo ed avviasse un circo mediatico populista, volgarissimo ed anche piuttosto criminogeno per diventare il futuro sindaco, senza uno straccio di programma ma proponendo "più pilu" per tutti e conquistando l'elettorato a forza di avverbi e promesse di futuri favori. Dentro Qualunquemente ritroviamo tutti gli stereotipi del politico per interesse, che in questo caso è pure un simpatico criminale: le prostitute, le tasse da non pagare assolutamente, il casco da non mettere per non esporsi al pubblico ludibrio, le ballerine discinte per conquistare l'elettorato ai comizi e molte altre volgarità ancora. La tristezza è che con i tempi che corrono tutto ciò non sembra più neanche troppo fuori luogo, è tragicamente diventato realtà. Che dire? Divertente, qualche sequenza è strepitosa, come quando in pizzeria il poliziotto chiede la ricevuta fiscale del pranzo che ha consumato e tutto il locale si paralizza per il gesto inappropriato (quasi inconcepibile), ma nel complesso il film sembra uno sketch tirato per i capelli. La sensazione è che il personaggio funzioni meglio con un tempo limitato a disposizione, nella dimensione del piccolo schermo, insomma. Nel cast spicca un Albanese comunque bravo e grezzo come il personaggio richiede, oltre al simpatico portaborse di Sergio Rubini. Ma comunquemente vada, sarà un successo...

Qualunquemente, regia di Giulio Manfredonia, con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Salvatore Cantalupo, Luigi Maria Burruano, Antonio Gerardi, Gianluca Cammisa; commedia; Italia; 2011; C.; dur. 96'

Voto 7- 

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