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Moonlight
Regia di Barry Jenkins
La La Land
Regia di Damien Chazelle
Lo chiamavano Jeeg Robot
Di Gabriele Mainetti
Suspiria
Di Dario Argento
Veloce come il vento
Regia di Matteo Rovere
Fuocoammare
Di Gianfranco Rosi
I racconti dellíorso
Regia di Samuele Sestieri e Olmo Amato
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Regia di Nani Moretti

 


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  22/09/2017 - 17:09

 

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Scanner - cinema
 


Moonlight
Regia di Barry Jenkins
Cast: Mahershala Ali, Naomie Harris, Janelle MonŠe, Trevante Rhodes, Ashton Sanders, Andrť Holland
USA, 2016. Durata 111 min

 




                     di Matteo Merli


Moonlight, cerca di affrontare l’identità afroamericana, in un racconto in tre stadi, per mettere in   evidenza lo smarrimento sociale oramai evidente dei neri, pronto ad esplodere in disordini o proteste contro le violenze della polizia. La marginalità in ghetti e la loro esistenza ristretta in uno spettro di bassezze e privazioni, portano ovviamente ad una scissione esistenziale oramai chiara e inevitabile, che solo pochi registi hanno trasposto in cinema.
Si parte con il piccolo Little, che vive nei quartieri più violenti di Miami e ha solo dieci anni: la sua fragilità lo rende bersaglio facile di una serie di bulli, senza contare che la madre è dipendente dalla droga e non gli riserva le attenzioni che meriterebbe. Il ragazzino trova dunque rifugio casa di Juan e Teresa, grazie ai quali riuscirà a districarsi in un mondo per lui troppo violento. Il suo vero nome Chiron, e lo scopriamo nel secondo frammento, nei panni di un adolescente che sta scoprendo la sua omosessualità. Il suo carattere forte lo porterà a ribellarsi contro uno status quo che non gli si addice per nulla, facendolo finire in galera per qualche tempo. In età adulta si troverà nelle vesti di uno spacciatore in un'altra città, ma una telefonata inaspettata lo riporterà sui passi del passato. Quello che interessa a Jenkins e raccontare un’identità scissa, lontana da una conformità sociale ed ideale, ma è proprio nella sua programmatica veste di aneddoti drammatici risaputi e pilotati che rende inefficace le parentesi emotive, e l’empatia latita soprattutto nel secondo episodio. Jenkins con un copione calibrato diversamente sul tema, poteva costruire un film pertinente e coinvolgente, diventando la vera sorpresa della stagione, invece rimarrà nella memoria come la pellicola che ha scippato L’Oscar per il miglior film a La La Land.

Voto 5 

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