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  26/02/2020 - 19:47

 

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Dopo Mezzanotte
Regia di Davide Ferrario
Cast: Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano, Francesca Picozza; sentimentale; Italia; 2004; C.

 




                     di Paolo Boschi


Davide Ferrario, già autore di Tutti giù per terra e del controverso Guardami, torna dietro la macchina da presa con un piccolo film in cui tutto finisce magicamente per andare per il verso giusto: una trama esile come un fiocco di neve che vive in felice alternanza tra registro lirico e grottesco, un’ambientazione particolarissima come il Museo del Cinema della Mole Antonelliana, la sorniona voce narrante del buon Silvio Orlando, un cast di giovani attori in parte, infine un gran numero di riusciti omaggi alla preistoria della settima arte. Il timido e silenzioso protagonista di Dopo Mezzanotte si chiama Martino e lavora come guardiano notturno alla Mole Antonelliana, al cui interno si è pure ricavato una sorta di miniappartamento in un locale abbandonato: Martino adora il suo luogo di lavoro, dove vive come in un mondo a parte, organizzandosi ogni notte proiezioni private attingendo materiale dallo sterminato archivio del Museo, in genere bobine del cinema muto, soprattutto Buster Keaton, il suo rocambolesco ed ingenuo modello di vita. Ogni sera Martino fa un salto al fast food all’angolo per comprare un paio di ‘schifezze’ gastronomiche e, più che altro, per poter vedere nel breve spazio della transazione Amanda, una giovane cassiera che abita dall’altra parte di Torino, nella periferia profonda della Falchera, una ragazza che sogna un lavoro diverso, una casa diversa, una vita diversa. Amanda è fidanzata con l’Angelo, impenitente tombeur de femmes e delinquente dal cuore d’oro specializzato nel furto d’auto. Quando una notte l’odioso manager di Amanda forza un po’ troppo il gioco della vessatura professionale, la ragazza reagisce ed è costretta alla fuga: per l’appunto l’unica porta aperta che trova a mezzanotte è quella della Mole, dove Martino si offre di nasconderla per qualche giorno. Sarà l’occasione per scalfire l’irrealtà di celluloide in cui vive il taciturno protagonista, che in breve si trova intrappolato in un triangolo amoroso che pare ispirarsi a Jules et Jim. Stilisticamente una vera chicca metacinematografica in cui gli intarsi d’epoca si miscelano a perfezione nella storia portante, che Ferrario racconta con lirismo naif e con trasognato feeling per i personaggi, abbozzati quanto basta ed umanamente simpatici. Non manca neppure qualche efficace sequenza comica piazzata al momento giusto, come i vari tormentoni canori su Adriano Pappalardo e la berlusconiana trovata conclusiva. Non resta che augurare la miglior fortuna a Dopo Mezzanotte, passato con successo anche al Festival di Berlino, ed attivare prontamente il passaparola: se lo merita...

Dopo Mezzanotte, regia di Davide Ferrario, con Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano, Francesca Picozza; sentimentale; Italia; 2004; C.; dur. 1h e 30'

Voto 7/8 

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