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  29/11/2022 - 10:12

 

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Venezia 78
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
Riprendersi la centralità come Mostra, tra green pass e nuovi orizzonti cinefili
Dal 1 settembre all’11 settembre 2021 al Lido di Venezia

 




                     di Matteo Merli


La settantottesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica cerca di allargare l'orizzonte nel concorso internazionale, che se da una parte  il cinema statunitense e quello francese sono rappresentati da tre film a testa in competizione; dall'altra si può accogliere con notevole soddisfazione la presenza in concorso del nuovo film dell’ucraino Valentyn Vasyanovych (Vidblysk, - Reflection) e ancor più del filippino Erik Matti, vero e proprio idolo per il popolo del Far East che porta a Venezia On the Job: The Missing 8. Se la Mostra ha la fiducia delle major hollywoodiane, si possono trovare nella sezione fuori concorso della kermesse lagunare titoli attesi quali Dune di Denis Villeneuve, The Last Duel di Ridley Scott e Halloween Kills di David Gordon Green. Anche per questo dispiace dover annotare la totale assenza dell’Africa, e una produzione asiatica quasi completamente snobbata, con un filippino in concorso, e appena altri 5 titoli nel complesso (tra i quali Inu-oh, nuovo lungometraggio del cinquantaseienne giapponese Masaaki Yuasa, vero genio dell’animazione – qualcuno ricorderà l’inimitabile Mind Game, anno domini 2004). Forte presenza dei titoli italiani, con ben cinque opere in gare e diciannove lungometraggi di produzione nazionale su sessantacinque complessivi che saranno presentati al Lido, senza contare quelli delle sezioni autonome de La settimana della critica e Le giornate degli autori. Sicuramente questo è un segnale verso il cinema italiano, in modo da sostenerne gli sforzi economici, lavorativi e artistici in un anno ancora più cruciale rispetto al 2020, con le produzioni che si sono ritrovate su set difficili da gestire, tra tamponi obbligatori e stop improvvisi.
Una scelta comprensibile, nonostante tutto, ma che di fatto statalizza il programma della Mostra, al punto che i vari Pedro Almodóvar, Pablo Larraín, Paul Schrader, Jane Campion, Stéphane Brizé, sembrano quasi ospiti all’interno di un evento tutto nazionale, concentrato sul “proprio”, rischiosamente autoreferenziale. Ovviamente e non ci si stupirebbe nel trovare le opere di Mario Martone, Yuri Ancarani, i gemelli D’Innocenzo (anche sceneggiatori per La ragazza ha volato di Wilma Labate, selezionato in Orizzonti Extra), Paolo Sorrentino ( che torna al Lido con un lungometraggio venti anni dopo L’uomo in più ), Michelangelo Frammartino, Leonardo Di Costanzo e Freaks Out di Gabriele Mainetti tra le più interessanti della selezione. Importante sarà la gestione della macchina festivaliera in questa fase di emergenza e Green Pass, come ha ben fatto l'anno scorso, garantendo un facile accesso alle sale grazie a un sistema di prenotazione che ha funzionato bene e a una ampia ripetizione dei titoli in concorso. Vanno però considerati che sicuramente in questa edizione ci sarà la possibilità di una presenza di accreditati molto più cospicua che potrebbe, rendere più difficile la gestione degli spazi. Dando uno sguardo alla sezione della Settimana della critica, dopo il passaggio di Nazzaro alla direzione del Festival di Locarno la SIC è passata in mano a Beatrice Fiorentino (già nel comitato di selezione sia nel primo che nel secondo triennio – non concluso – di Nazzaro), che nel ruolo di delegata generale ha diretto e coordinato i lavori della selezione composta da Enrico Azzano, Paola Casella, Simone Emiliani e Roberto Manassero. Ci sarà una selezione tra horror iraniani che non disdegnano la storia cinefila della nazione, ambientazioni galiziane nel XV secolo, punk-movie ungheresi, la distopia tanto di Mondocane di Alessandro Celli quanto di Karmalink dello statunitense di stanza in Cambogia Jake Wachtel (quest’ultimo fuori concorso), la Russia raccontata attraverso Google Maps, sembra davvero ci sia materiale per divertirsi. Per le Giornate degli autori la direttrice Gaia Furrer, avrà a disposizione di una sala autonoma, la Laguna, che sostituisce la Villa degli Autori come centro nevralgico della sezione e si affianca alla sala Perla, dove tradizionalmente vengono presentati i film del Concorso e del Fuori Concorso. La sala Laguna ospiterà invece la sezione Notti Veneziane, dedicate in modo particolare al cinema italiano.
La selezione nel complesso presenta 10 titoli in concorso (tra questi un solo italiano, Californie di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman) che verranno esaminati dai partecipanti al progetto 27 Times Cinema coordinati dalle presidentesse di giuria Mina Mileva e Vesela Kazakova, 6 eventi speciali, 18 titoli nelle Notti Veneziane – qui sono compresi anche corti e mediometraggi.
Il 2021 deve essere l’anno della conferma, per ribadire la centralità del grande schermo, e l’esigenza di una visione collettiva che possa produrre una dialettica, verbale e fisica, nell'ottica di una esperienza unica e al contempo appassionante.

Voto 8 

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