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27° Torino Film Festival
Un rinnovato rigore nella passione per la settima arte
A Torino dal 13 al 21 novembre 2009
Proiezioni: Ambrosio Cinecafè c.so Vittorio Emanuele II, 52; Multisala Greenwich Village via Po, 30; Multisala Cinema Massimo via Verdi, 18; Cinema Nazionale via Pomba, 7
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Cambio al timone
della manifestazione torinese, che dopo i due anni vittoriosi a firma di Nanni Moretti,
subentra un altro regista titolato, Gianni Amelio.
Squadra che vince non si cambia e il coordinamento rimane nelle mani di
Emanuela Martini come l’intero staff dei selezionatori. I numeri di questa 27esima
edizione, vedono 42 anteprime mondiali e 21 internazionali
con un totale di 254 titoli proposti. Dopo il rilancio mediatico effettuato da
Moretti, Amelio punterà su un allargamento delle proposte
cinema, cercando di cogliere i diversi indirizzi che stimolano la
visione dei cinefili e degli spettatori assidui. Sedici i titoli in concorso in
rappresentanza di tredici paesi diversi con una supremazia di Usa e Italia,
quest'ultima presente con La bocca del lupo di Pietro Marcello e Santina di
Gioberto Pignatelli, due film di grande interesse che potrebbero riservare delle
sorprese per linguaggio e stile. Bello anche constatare
che la metà di essi sono in pellicola e l’altra in digitale, in rappresentanza
di due modi di fare e intendere cinema, che rappresentano la nuova frontiera della settima arte nel suo passaggio
oramai natuale dalla pellicola al digitale. La sezione fuori concorso, viene da
quest’anno sostituita con Festa Mobile curata da
Emanuela Martini, con l’intento di dare forma ad un contenitore di proposte per
un pubblico variegato che ama il cinema di finzione ( Figure nel paesaggio ) e
quello documentario ( Paesaggio con figure ). Un modo per
vedere i film più interessanti della stagione attuale e gustarsi anteprime di
primo piano. Spicca certamente l’horror con ben tre titoli presenti, The Loved Ones, Pontypool e Record 12, poi sono attesi Le refuge di Ozon, il film di animazione
di Wes Anderson, Fantastic Mr. Fox , e il disturbante Kinatay di Brillante Mendoza.
Interessante il debutto del segmento Rapporto confidenziale, focus dedicato a un personaggio o tema, che in questo caso si concentra
sul talentuoso regista danese Nicolas
Winding Refn, dove
verrà presentato la splendida trilogia di Pusher e gli imperdibili Bronson e
Valhalla Rising. Neonata iniziativa targata Amelio è il Gran premio Torino che
si propone come premio alla carreria per autori
importanti nella storia del cinema mondiale. Questa sarà l’occasione per
premiare Emir Kusturica e Francis Ford Coppola insieme alla sua American Zoetrope,
casa di produzione fondata da lui. Mentre la sezione Onde presenterà un cinema
di ricerca, sperimentale oltre le maglie narrative per proporre uno sguardo
rigenerante nelle sue diverse diramazioni stilistiche. Prestigiose
le due retrospettive dedicate a Nicholas Ray e Nagisa Oshima, con l’intento di
far riscoprire le pellicole di questi due mostri sacri del cinema. Da non
perdere gli spazi dedicati a Italiana.doc e Italiana.corti,
dove si posso scovare delle perle di giovani autori nostrani, liberi nella loro
indipendenza esibita e piena di audaci intenti realizzativi. La giuria per il
concorso internazionale sarà guidata da Sandro Petraglia e composta dalla regista indipendente
americana Anna Biller, dal critico Rui Nogueira, dall’attrice Maya Sansa e per
finire dal regista ungherese Gyorgy Szomjas, che testimonia la rappresentanza
di tante culture sparse nel mondo. Torino
Film Festival rimane un appuntamento importante per il clima ospitale che
si respira, per il coraggio e la volontà di promuovere un cinema non allineato,
ma giovane e indipendente che rappresenta il domani della settima arte.
Voto
8
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