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  18/08/2019 - 21:51

 

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Scanner - arte
 


Marina Abramovic
The Cleaner
Oltre 100 opere tra dipinti, video, performance e installazioni
A Palazzo Strozzi di Firenze dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019

 




                     di Giovanni Ballerini


Un altro artista incline alle provocazioni, Vaclav Pisvejc, l’ha aggredita spaccandole un quadro in testa, mentre usciva da Palazzo Strozzi, ma anche la sua mostra è ricca di provocanti performance, spunti e idee da non perdere. Stiamo parlando di "The Cleaner", la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Marina Abramovic, che propone a Firenze oltre 100 opere tra dipinti, video, installazioni e performance. L'esposizione viene ospitata a Palazzo Strozzi dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 a Firenze. Quella dedicata alla Abramovic è la prima retrospettiva che palazzo Strozzi dedica a un’artista femminile (“Spero di non essere la sola”, ha detto nel corso della presentazione la Abramovic), in questo caso a un’artista totale, che con "The Cleaner" si propone di ripercorrere le tappe salienti di una carriera in cui l'artista di origine serba ha rivoluzionato il concetto di performance. La mostra organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, che è curata dal direttore generale Arturo Galansino, ha al suo centro una selezione dei lavori più significativi di Marina ed è arricchita dalla riproposizione - effettuata da artisti selezionati per l'evento - delle performance che più l'hanno resa celebre in oltre 50 anni di carriera artistica: dagli anni Sessanta ai Duemila. L’esposizione, che nasce dalla collaborazione diretta con l’artista nata a Belgrado nel 1946, testimonia la volontà di Palazzo Strozzi di proseguire – dopo le due belle esposizioni dedicate ad Ai Weiwei e Bill Viola – la serie di mostre dedicate ai maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea e, allo stesso tempo, dà modo a Marina Abramovic di confrontarsi per la prima volta con un’architettura rinascimentale. Attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e le sue celebri performance, la mostra fiorentina si pone come una straordinaria retrospettiva che offre una formidabile panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Settanta al terzo Millennio. Grazie a un motivato gruppo di performer (35 tra artisti e ballerini) che sono stati formati e selezionati per l’occasione dallo studio di Marina Abramovic, in base al suo metodo della re-performance, ricreeranno ogni giorno della durata della mostra gli eventi e le performance che celebrano una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea. mettendo puntualmente alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione. Da sottolineare che la mostra fiorentina ospita anche i lavori della Abramović degli esordi a Belgrado, prima come pittrice figurativa e poi astratta. Di questa produzione giovanile sono esposte opere inedite come l’Autoritratto del 1965 e i dipinti delle serie Truck Accident (1963) e Clouds (1965-1970). Due lavori di Marina Abramovic, una fotografia della Pietà (Anima Mundi - 1983/2002) e del video The Kitchen V, Carrying the Milk, del 2009, sono esposti nel Museo dell'Opera del Duomo in dialogo con capolavori michelangioleschi.
La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, prodotta da Moderna Museet, Stoccolma in collaborazione con Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Bundeskunsthalle, Bonn.

Voto 8 

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