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  10/02/2012 - 14:49

 

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Scanner - libri
 


Jack Ketchum
La ragazza della porta accanto
Un realismo crudo che non si dimentica
Gargoyle books, pp. 288, € 17,00

 




                     di Matteo Merli


Lo scrittore Jack Ketchum è praticamente snobbato dalla nostra lungimirante editoria. La coraggiosa Gargoyle propone il suo La ragazza della porta accanto, da cui è stato tratto l’ononimo film nel 2007 diretto da Gregory Wilson sulla sceneggiatura di Daniel Farrands e Philip Nutman. Se la pellicola traccia in maniera chiara lo stile di Ketchum nel suo realismo crudo, che proprio in questa ottica sprigiona un orrore quotidiano e palpabile che fa rabbrividire, il libro supera il lavoro di Wilson che creare comunque una bella prova cinematografica, grazie soprattutto al taglio espressivo dello scrittore americano nel creare una tensione che entra sotto la pelle e ti imbarazza e allo stesso tempo ti inchioda alla lettura, pagina dopo pagina. Il romanzo si ispira ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1965. La polizia di Indianapolis da una denuncia anonima trova il cadavere di una ragazza, Sylvia Marie Likens che era stata torturata a lungo e con sistemi abominevoli. A fare questo era stata una donna, Gertrude Baniszewski a cui Sylvia e sua sorella Meg era stata affidata in quanto i loro genitori erano scomparsi. Ma peggio ancora è la malvagità della donna che aveva reso succubi i ragazzi del vicinato che partecipavano alle torture. Nel romanzo lo scrittore cambia il periodo e l’ambientazione, con la voce narrante affidata al dodicenne David Moran che vive in una cittadina rurale del New Jersey, e nella casa accanto vengono ospitate due ragazze in quanto i loro genitori sono deceduti in un incidente. L’affidataria è Ruth Chandler che ha già tre figli, amici di David, ma nessuno immagina che dietro la normalità della donna si celi un’identità sadica che si manifesterà lentamente sulle due ragazze. Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, diventa lo specchio malsano di meccanismi che pone in evidenza l’alienazione e la complicità di una mente adulta che inquina un momento importante della crescita, diventando un pugno nello stomaco per la sua narrazione asciutta e al contempo lirica che non si dimentica.

Voto 8 

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